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Cos’è il Superbonus e a cosa serve?

7 mag 2021 | 4 min di lettura | Pubblicato da Maria Paulucci

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Se non si fosse capito, essere “green” oggi conviene più che mai. E ce lo ricorda l’Agenzia delle Entrate soffermandosi, in una pagina web a questo dedicata, sul cosiddetto “Superbonus”.

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Si tratta, spiega l’Agenzia, di “un’agevolazione prevista dal Decreto Rilancio”, che porta al 110% “l’aliquota di detrazione delle spese sostenute dal primo luglio 2020 al 30 giugno 2022” per specifici interventi di efficienza energetica, adeguamento antisismico, installazione di impianti fotovoltaici o infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici.

Ma valgono anche le spese affrontate fino al 31 dicembre 2022 se sostenute “per lavori condominiali o realizzati sulle parti comuni di edifici composti da due a quattro unità immobiliari distintamente accatastate, posseduti da un unico proprietario o in comproprietà da più persone fisiche se, al 30 giugno 2022, è stato realizzato almeno il 60% dell’intervento complessivo”.

La Misura va ad affiancarsi alle detrazioni previste “per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio, compresi quelli per la riduzione del rischio sismico (il cosiddetto Sismabonus) e di riqualificazione energetica degli edifici (vale a dire l’Ecobonus).

A chi spetta il Superbonus e per quali interventi?

Il Superbonus spetta, fra gli altri, anche alle “persone fisiche” – ovvero chiunque di noi – per interventi “al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arti e professioni”, su immobili posseduti o detenuti.

Ma quali sono gli interventi interessati da questa agevolazione? Ebbene, questi interventi devono riguardare:

  • l’isolamento termico sugli involucri;
  • la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale sulle parti comuni;
  • la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale sugli edifici unifamiliari o sulle unità immobiliari di edifici plurifamiliari funzionalmente indipendenti;
  • interventi antisismici (la detrazione già prevista dal Sismabonus è elevata al 110% per le spese sostenute dal primo luglio 2020 al 31 dicembre 2021).

Non solo: nel Superbonus rientrano anche le spese per interventi eseguiti insieme ad almeno uno di quelli per isolamento termico, sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale o riduzione del rischio sismico. Vale a dire:

  • interventi di efficientamento energetico;
  • installazione di impianti solari fotovoltaici;
  • infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici;
  • interventi di eliminazione delle barriere architettoniche.

Può essere il momento di chiedere un prestito

Se la vostra casa ha bisogno di ricevere uno dei lavori sopra elencati, può essere dunque il momento giusto per aprire i cantieri.

Per farlo, però, ci rendiamo bene conto che servono soldi. Quindi? Se non si dispone delle risorse necessarie è possibile – anche in questo caso e purché se ne abbiano i requisiti – avvalersi di uno strumento del credito al consumo. Per esempio, un prestito personale o una cessione del quinto dello stipendio o della pensione.

Nel primo caso si tratta, lo ricordiamo, di un tipo di finanziamento che può essere chiesto presso una banca o una società finanziaria per finalità di spesa non attinenti a un’attività professionale o imprenditoriale.

La richiesta del finanziamento e la sua erogazione non sono vincolate allo scopo al quale tale finanziamento è destinato: si può quindi richiedere una cifra – che tipicamente va dai 200 ai 75mila euro – senza dover specificare a cosa servirà.

Il creditore eroga la somma direttamente al richiedente in un’unica soluzione, e il debitore s’impegna a restituirla a rate con gli interessi.

I lavoratori dipendenti pubblici e privati e i pensionati possono in alternativa accedere alla cessione del quinto, di cui pure tante volte abbiamo parlato: questa forma di credito al consumo prevede la restituzione della somma ricevuta in prestito mediante appunto la cessione al creditore di un ammontare del proprio stipendio o pensione pari a un quinto (al massimo) del totale.

Sono il datore di lavoro o l’ente previdenziale a trattenere la rata dallo stipendio o dalla pensione, versandola poi al finanziatore.

L’importanza di conoscere se stessi (e le proprie possibilità)

Per ottenere il finanziamento, bisogna dimostrare di essere nelle condizioni di rimborsarlo rata per rata alle scadenze stabilite: è il cosiddetto “merito creditizio”, che il creditore è tenuto a esaminare attentamente prima di concedere il prestito. Ma che, a monte, deve essere soppesato adeguatamente dallo stesso richiedente.

Solo noi, infatti, possiamo sapere, alla luce delle entrate e delle uscite del nostro bilancio, se siamo oppure no nelle condizioni di sobbarcarci un impegno di spesa ulteriore.

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