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Mondo prestiti

Il 2018 va in archivio con un bel rialzo dei prestiti

Pubblicato il 18 gennaio 2019
Per i prestiti + 2,2% in un anno

Il rapporto mensile Abi

Il 2018 è andato in archivio registrando ancora una volta l'ottima prestazione dei prestiti, in primis i prestiti personali. Secondo il Rapporto mensile di Abi relativo al mese di gennaio 2019, a dicembre 2018 l’ammontare dei prestiti erogati a famiglie e imprese dalle banche in Italia è stato di 1.732 miliardi di euro, circa 15 miliardi in più rispetto all’ammontare totale della raccolta da clientela, valutata in 1.717 miliardi di euro. Sempre dai dati Abi aggiornati al 31 dicembre 2018, viene fuori che i prestiti a famiglie e imprese registrano una crescita su base annua pari al +2,2%. Soprattutto emerge che i prestiti, compresi i prestiti personali, proseguono la dinamica positiva del totale dei prestiti in essere.

Cresce anche il mercato dei mutui: +2,3% su base annua. Sulla base degli ultimi dati, quelli relativi al mese di novembre 2018, cresce anche il mercato dei mutui, compresi i mutui prima casa, con un totale di mutui in essere che registra un +2,3% su base annua. Sempre a dicembre 2018, l'Abi rileva una leggera risalita del tasso medio su nuove operazioni (1,94%  contro 1,91% di novembre 2018, e 5,72% a fine 2007), e la discesa del tasso medio su nuove operazioni di finanziamento alle imprese (1,39% contro 1,50% di novembre 2018 e 5,48% a fine 2007). Per quanto concerne i prestiti, il tasso medio è del 2,55%, qualcosina in meno rispetto al 2,57% di novembre 2018 e ben lontano dal 6,18% di prima della crisi, ossia a fine 2007.

Spread medio ancora basso a 190 punti base. Resta basso lo spread fra tasso medio sui prestiti, anche sui prestiti personali, e quello sulla raccolta a famiglie e società non finanziarie: a dicembre 2018, seocndo Abi, è stato pari a 189 punti base, dai 190 punti base di novembre 2018, in calo deciso rispetto agli oltre 300 punti base di prima della crisi (era 335 punti a fine 2007). In media, in tutto il 2018, il differenziale è risultato pari a 190 punti base, in calo rispetto alla media da 202 punti di tutto il 2017.

Diminuiscono anche le sofferenze nette. A novembre 2018, le sofferenze nette si sono attestate a 37,5 miliardi di euro, valore inferiore rispetto ai 38,3 miliardi di euro del mese precedente e calo deciso (-49,3 miliardi di euro) rispetto agli 86,8 miliardi di dicembre 2016. In 23 mesi, fa notare l'Abi, le sofferenze nette si sono ridotte di quasi il 57%: addirittura, rispetto ai massimi da 88,8 miliardi di euro del novembre 2015, la riduzione è valutabile in più di 51 miliardi di euro, il 57,7% in meno. Il rapporto sofferenze nette su impieghi totali si è attestato al 2,18% a novembre 2018 (era 4,89% a fine 2016).

Aumento da 32 miliardi per i depositi. Sempre secondo l'Abi, aumentano, infine, i depositi: a dicembre passato erano 32 miliardi di euro in più rispetto a un anno prima , il 2,2% in più su base annua, mentre viene confermata la diminuzione della raccolta sia a medio che a lungo termine, ossia tramite obbligazioni: il calo, negli ultimi dodici mesi, è di 42 miliardi di euro in valore assoluto (il 15,3% in meno rispetto all'anno prima).

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Il profilo dell'autore

Franco Canevesio, nato a Genova, è un giornalista professionista la cui attività è principalmente focalizzata su temi di economia e borsa.

Ha lavorato a La Repubblica, nei primi anni ’90, dedicandosi alla cronaca e collaborando, nello stesso periodo, con diverse televisioni private liguri. Trasferitosi a Milano, ha lavorato come capo redattore di Italia-iNvest.com, il primo sito specializzato in economia in Italia. Franco Canevesio ha anche lavorato al sito di Giuseppe Turani “Lettera finanziaria”. Per ciò che concerne la carta stampata ha collaborato con La Repubblica – Affari & Finanza ed è stato redattore capo di Finanza e Mercati. Attualmente, lavora presso MF-Milano Finanza.

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