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Tutte le facce del credito

25 lug 2025 | 3 min di lettura | Pubblicato da Maria Paulucci

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Non c’è solo il credito alle famiglie, nell’analisi periodica a cura delle associazioni di categoria Assifact, Assilea e Assofin. Queste associazioni, infatti, si occupano anche di factoring e di leasing e rilasciano a cadenza regolare un’analisi dei dati aggregati relativi al credito specializzato.

Più nel dettaglio:

  • Assifact è l’Associazione italiana per il factoring e aggrega, appunto, gli operatori che si occupano di factoring, ossia quel contratto che permette alle aziende di cedere a terzi i loro crediti;
  • Assilea rappresenta le società che fanno leasing, quell’operazione che consente l’utilizzo di un certo bene per un certo periodo di tempo e dietro il pagamento di un corrispettivo periodico (il cosiddetto “canone”);
  • Assofin è l’Associazione italiana del credito al consumo e immobiliare.
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Cosa ci dice la 18esima edizione dell’analisi annuale?

Ebbene, secondo la 18esima edizione dell’analisi dei dati aggregati relativi al credito specializzato, realizzata da queste tre associazioni di categoria, nel 2024 si è avuta una ripresa della nuova produzione, con un +2,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il recupero ha conosciuto un rafforzamento nei primi quattro mesi di quest’anno, quando ha riportato un +7,2%.

Tutto grazie (anche) al calo dell’inflazione e all’adozione di politiche monetarie meno restrittive, e malgrado l’incertezza “che ancora caratterizza lo scenario macroeconomico per via delle tensioni geopolitiche e commerciali”.

Leasing, factoring e credito alle famiglie: chi fa meglio?

Nei primi quattro mesi dell’anno, tutti i vari comparti evidenziano risultati positivi. Ma il più marcato è quello delle erogazioni di credito alle famiglie (+20,3%), che non riguarda solo il credito ai consumatori ma anche quello immobiliare: ed è stato proprio il balzo dei mutui immobiliari (+44,4%) ad aver fatto da traino, traendo vantaggio dal calo dei tassi di interesse.

Il credito al consumo, dal canto suo, ha mostrato un incremento del +8%, sostanzialmente grazie a due fattori:

  • il miglioramento delle condizioni economiche delle famiglie;
  • la rinnovata capacità progettuale che ne è derivata.

Sono saliti anche i flussi del leasing (+4,7%) e il turnover nel mercato del factoring (+3,3%), soprattutto in scia alla “significativa crescita delle operazioni internazionali a supporto dell’export delle imprese italiane”.

Leasing, factoring e credito alle famiglie: il punto sul 2024

Nel 2024, i singoli comparti sono andati ancora una volta in ordine sparso: in aumento il credito alle famiglie e il factoring, rispettivamente del +9,3% e del +1%, mentre il leasing ha riportato un lieve calo, dopo tre anni di rialzi consecutivi (-3,9%). Complessivamente, i crediti in essere a fine anno si attestavano a circa 553,8 miliardi di euro, registrando una sostanziale stabilità rispetto all’anno precedente (+0,7% sul 2023).

Riguardo alle categorie di intermediari operanti nei diversi settori, “il 63,3% dei flussi totali è riconducibile agli operatori specializzati e il restante 36,7% proviene dalle banche generaliste”. Ma se si va a guardare gli stock, la quota prevalente è in mano alle banche generaliste, che si posizionano al 65,3%, in linea con l’anno precedente.

Grazie alle erogazioni di banche e operatori specializzati associati alle tre associazioni di categoria, si legge nella nota congiunta, “sono stati finanziati il 6,9% degli investimenti delle aziende e il 7% della spesa delle famiglie”.

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