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Prestito per fotovoltaico

29 nov 2011 | 3 min di lettura | Pubblicato da Andrea Paternostro

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La norma attuativa del “Decreto Rinnovabili” (28/2011), alla quale sta lavorando in queste settimane il ministero dello Sviluppo economico, regolerà le forme di detrazione fiscale per i piccoli impianti di produzione dell’energia termica da fonti rinnovabili. Fotovoltaico e solare termico, infatti, riscuotono un interesse crescente da parte di aziende e privati: gli impianti installati in Italia sono oltre 270.000 e il settore vale almeno 20 miliardi di euro.

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In attesa di notizie dal Governo, diamo uno sguardo alla situazione attuale del credito e alle proposte di banche e società finanziarie. Nei primi 10 mesi di quest’anno, da gennaio a ottobre, Findomestic ha finanziato 575 richieste di credito per installare impianti di questo tipo (solare termico e fotovoltaico) per un totale di oltre 8,6 milioni di euro: la media è quindi di 15.000 euro, la durata del piano di rimborso spesso di 60 mesi. Rispetto al 2010, Findomestic nota un forte aumento dell’importo medio: è il risultato, spiega l’azienda, della tendenza a costruire sempre più impianti fotovoltaici e meno termo idraulici.

I prestiti per i privati o le piccole e medie aziende che vogliono installare un impianto fotovoltaico possono essere finalizzati (il credito viene concesso per lo scopo specifico) o meno (liquidità semplice). Quando il prestito è chirografario significa che non vi sono garanzie come ipoteche o fideiussioni: occorre ricordare che il creditore, in caso di inadempienza, può rivalersi su tutti i beni del debitore, sia presenti che futuri. Di solito, i finanziamenti specifici coprono anche l’acquisto e l’installazione di strumenti per l’alta efficienza energetica come le caldaie di nuova generazione, gli elettrodomestici ecologici e gli infissi contro la dispersione di calore.

Unicredit, ad esempio, propone ai privati e per la sola energia destinata all’autoconsumo, un prestito finalizzato che va da 10mila a 70mila euro e può avere una durata da cinque a 10 anni, con rate mensili posticipate. Per accedere a questa formula è necessario avere ottenuto gli incentivi statali per l’impianto; come per il mutuo, il tasso può essere fisso o variabile. Altri istituti finanziano invece i privati con importi da 2.500 a 100.000 euro e una durata del piano di ammortamento da due a quindici anni.

Se chiediamo il denaro con un periodo di rimborso superiore agli otto anni, sarà necessaria la cessione del credito da noi vantato nei confronti del Gestore dei servizi energetici (GSE): questo significa trasferire alla banca le somme ricevute dalla Tariffa Incentivante, la remunerazione di chi immette in rete parte dell’energia prodotta; questa tariffa, assegnata al momento in cui si collega l’impianto, rimane fissa per 20 anni.

Per i prestiti non finalizzati, provando a richiedere un finanziamento di 15.000 euro da restituire in sei anni, da un confronto su Prestiti.it avremo un TAEG (tasso annuo effettivo globale) che a seconda delle banche o finanziarie coinvolte oscillerà tra l’8% e il 13%. Le rate, di conseguenza, varieranno tra i 260 e i 295 euro mensili: questo comporta nello scenario migliore un rimborso totale a fine piano di 18.770 euro, nel peggiore di circa 21.400 euro.

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