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Credito e nuove direttive

13 giu 2025 | 3 min di lettura | Pubblicato da Maria Paulucci

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La Camera dei deputati ha approvato in via definitiva il disegno di legge che contiene la “Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l’attuazione di altri atti dell’Unione europea - Legge di delegazione europea 2024” (A.C. 2280). Questo provvedimento aveva superato il vaglio del Consiglio dei ministri il 24 maggio dello scorso anno, per poi essere trasmesso al Senato, che lo aveva approvato, con modifiche, il 27 febbraio 2025.

Lo compongono tre capi e 29 articoli, che rendono possibile il recepimento di ben 20 direttive e l’adeguamento dell’ordinamento nazionale a 21 regolamenti europei. L’allegato A include poi altre 21 direttive che non hanno bisogno di specifici principi o criteri di delega per essere recepite nell’ordinamento nazionale.

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Il disegno di legge introduce infine principi e criteri direttivi specifici di delega riferiti a una serie di direttive.

Se ne parliamo, è perché fra le varie direttive interessate dalla delega c’è la direttiva (UE) 2023/2225, relativa ai contratti di credito ai consumatori.

Il credito volta pagina: cosa prevede la Ccd II?

La nuova direttiva si pone l’obiettivo di aumentare e allargare la tutela dei consumatori, con un particolare interesse rispetto al tema del sovraindebitamento. E lo fa con un quadro normativo più avanzato, che spinge verso la creazione di un mercato del credito al consumo uniforme a livello europeo.

Fra i vari punti, il nuovo testo:

  • introduce linee guida per valutare il merito creditizio dei consumatori;
  • regola l’accesso alle banche dati creditizie da parte delle istituzioni finanziarie;
  • regolamenta la concessione di scoperto e lo sconfinamento;
  • fa chiarezza su recesso, scioglimento e rimborso anticipato, affinché i consumatori siano completamente informati su tutti i possibili costi e oneri connessi al contratto.
  • dice, insomma, agli operatori finanziari come devono comportarsi;
  • e fissa le competenze del personale che si occupa di concessione di credito ai consumatori.

La nuova direttiva apre poi le porte a una regolamentazione avanzata in tema di Taeg, il Tasso annuo effettivo globale che rappresenta il costo totale del credito, e anche di misure per moderare i tassi di interesse e i costi relativi ai contratti di finanziamento.

Bnpl sotto la lente della nuova direttiva

La Ccd II interviene anche sul Bnpl, ossia il “Buy now, pay later”, la forma di dilazione dei pagamenti che ha preso piede con il crescente ricorso all’e-commerce (ma che oggi si può attivare anche negli acquisti presso i negozi fisici, non solo online).

In tal modo, punta ad allargare “l’ambito di applicazione oggettivo delle norme della direttiva”, inquadrando in questa cornice anche la nuova – o, quantomeno, molto recente – forma di pagamento.

Ccd II: quand’è prevista l’entrata in vigore?

Il termine per il recepimento a livello nazionale è previsto per il 20 novembre 2025. Negli Stati Ue, le disposizioni saranno applicate a partire dall’anno successivo, vale a dire dal 20 novembre 2026. Fino a quella data, il mercato del credito al consumo verrà regolato nell’ambito della prima Ccd, con l’eventualmente integrazione offerta dalle disposizioni specifiche dei vari Stati membri.

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