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Cosa fare se si hanno troppi debiti

21 mar 2018 | 2 min di lettura | Pubblicato da Maria Paulucci

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E si torna a parlare di eccesso di debiti. In uno studio presentato di recente, la Fondazione Nazionale dei Commercialisti ha approfondito il tema della “crisi dei debitori non fallibili che rivestano, al contempo, la qualifica di datori di lavoro”. Il documento ricorda quali sono gli strumenti a disposizione di chi si trova a dover gestire una situazione di eccessivo indebitamento. Noi lo abbiamo letto con interesse e vogliamo cogliere lo spunto che la Fondazione ci offre per ricordare qual è la via d’uscita per i consumatori afflitti da troppi debiti. Lo facciamo con l’aiuto del quotidiano giuridico studiocataldi.it. L’eccesso di indebitamento è un problema, ovviamente. Ma, come anche noi abbiamo ricordato in altre occasioni, dal 2012 pure i consumatori hanno uno strumento per tirarsi fuori dall’emergenza. Uno strumento introdotto poco più di sei anni fa dalla legge 3/2012, “in materia di composizione delle crisi da sovraindebitamento del consumatore”.

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In pratica, il debitore può rivolgersi agli Organismi di composizione della crisi da sovraindebitamento (la lista è sul sito del ministero della Giustizia, link: https://www.giustizia.it/giustizia/it/mg125.page). E la soluzione si chiama “piano del consumatore”. Si tratta, appunto, di un piano che ha l’obiettivo di giungere a una ristrutturazione dei debiti. Che vuol dire “ristrutturazione dei debiti”? Significa, in parole molto spicciole, chiedere al nostro creditore - o creditori, se più di uno - di venirci incontro accogliendo una soluzione alternativa che ci permetta di onorare se non in tutto almeno in grossa parte il nostro debito senza però ridurre noi e la nostra famiglia sul lastrico. La “trattativa” avviene attraverso un’autorità che media tra le nostre necessità e le richieste dei creditori: tale autorità è il giudice. Noi possiamo farci assistere, come accennato, da un Organismo di composizione della crisi da sovraindebitamento. Sotto la sua assistenza, il consumatore redige una proposta di piano che poi deposita presso il tribunale competente (ossia quello di riferimento per il comune nella cui anagrafe residenti è iscritto il debitore).

Insieme alla proposta va depositato l’elenco dei creditori e delle somme dovute. È in questa fase che il debitore deve presentare la documentazione completa ed esaustiva sui suoi beni, sul reddito percepito e sul contesto familiare (nell’ottica di garantirgli quel minimo indispensabile con cui poter provvedere al mantenimento suo e della sua famiglia). Per finire, alla proposta va allegata una relazione dell’Organismo di composizione della crisi da sovraindebitamento che faccia il punto sulle cause dell’eccessivo indebitamento e sui motivi per i quali il debitore non riesce a farvi fronte, posto che è essenziale dimostrare che la situazione di super indebitamento non è dipesa dalla trascuratezza e dalla superficialità con cui il debitore ha gesti

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