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Come evitare le frodi creditizie

3 dic 2012 | 3 min di lettura | Pubblicato da Maria Paulucci

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La notizia un po’ antipatica è che il fenomeno è in aumento. Quella buona, invece, è che con qualche elementare contromossa ci si può proteggere. Stiamo parlando di frode creditizia. Cioè, quando qualcuno ruba l’identità di qualcun altro e poi la usa in modo illecito per ricevere credito o per mettere le mani su un bene senza sborsare un centesimo. In Italia il fenomeno si conferma di dimensioni importanti. Ma se ne parla poco. A riaccendere i riflettori è Crif, azienda specializzata nello sviluppo e nella gestione di sistemi di informazioni creditizie. E non è un caso: proprio Crif ha creato Mister Credit, un servizio che allerta il consumatore se qualcuno utilizza i suoi dati per accedere a finanziamenti o se la sua identità e i suoi estremi finanziari sono troppo esposti sul web. Nel primo semestre dell’anno, fa dunque sapere Crif, i casi intercettati sono stati più di 9mila. Il dato emerge dall’ultima edizione dell’osservatorio dell’azienda riguardo alle frodi creditizie, diffuso di recente.

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Perché si incappa in una frode creditizia? Per varie ragioni. Uno: è relativamente facile, per chi ci sa fare, accedere a informazioni personali e riservate di altri tramite documenti su carta o in formato digitale. Due: chi froda è quasi sempre certo che poi non incorrerà in sanzioni troppo severe. Terzo e ultimo, ma più importante: gli italiani ignorano i rischi, dunque si proteggono poco o per niente. “Sono specialmente i giovani sotto i 30 anni a essere colpiti da furto d’identità e frodi creditizie”, rivela Beatrice Rubini, direttore personal solutions e services di Crif.

I frodatori si concentrano soprattutto sui prestiti finalizzati, con un 82,4% sul totale dei casi e un aumento del 5,4% sul 2011. Sono invece scesi in modo significativo i casi che interessano le carte di credito a saldo: -35% in confronto all’anno passato. Le operazioni di sotto i 1.500 euro sono quelle che fanno più gola ai “Lupin” dell’identità, tanto che registrano un balzo del 45,4% nel giro di dodici mesi. Questo perché i finanziamenti di piccolo importo, specie se erogati non allo sportello della banca o della finanziaria ma negli esercizi commerciali, hanno tempi di consegna più brevi e controlli meno articolati su chi richiede l’accesso al credito.

Il numero maggiore di episodi si concentra nella fascia d’età tra i 18 e i 30 anni, con un incremento del 36,2% rispetto allo stesso semestre del 2011. La ripartizione per regione rileva un’incidenza più alta in Campania, Lombardia, Sicilia e Lazio. Seguono Puglia ed Emilia Romagna. Si conferma, insomma, la graduatoria dei primi sei mesi del 2011.

Nel 70% dei casi, il documento a cui si è fatto ricorso è una carta di identità falsa in tutto e per tutto. Poi ci sono gli smarrimenti, i furti e, neanche a dirlo, le clonazioni. Ma quanto tempo ci vuole per scoprire la frode? Una su due viene individuata dopo più di un anno. Ovviamente, più tempo passa e più i problemi si moltiplicano: aumentano le difficoltà per il consumatore di ripristinare la posizione creditizia corretta e calano le probabilità di identificare il truffatore. Sono cresciute, comunque, le frodi scoperte entro i sei mesi dall’erogazione. E il “merito” è delle prime azioni di sollecito o di recupero dei crediti dopo i mancati pagamenti.

Un consiglio per evitare il problema? Eccolo. Crif suggerisce di monitorare sempre molto attentamente i dati personali sul web: potrebbe essere questo il primo passo per non scoprire troppo tardi di essere rimasti vittima di un furto di identità.

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