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Sovraindebitamento, c’è il Fondo di prevenzione

31 gen 2019 | 3 min di lettura | Pubblicato da Maria Paulucci

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Il primo bollettino dell’anno della Banca d’Italia ci dice che “nel terzo trimestre del 2018 il debito delle famiglie italiane in rapporto al reddito disponibile è rimasto sostanzialmente invariato”, al 61,3%, “un livello ben al di sotto di quello medio dell’area dell’euro”, pari al 94,8%. Quindi, in media, le famiglie italiane sono più virtuose. In media. Entrando nello specifico, qualche livello critico si registra anche da noi. Come conferma l’associazione dei consumatori Adiconsum, che dal 1998 gestisce – su incarico del ministero dell’Economia, che lo finanzia – il Fondo di prevenzione del sovraindebitamento e dell’usura.

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L’associazione fa sapere di aver ricevuto oltre 600 richieste d’aiuto nel 2018, assicurando a individui e famiglie in difficoltà finanziamenti per più di 1.870.000 euro. Come funziona il Fondo gestito da Adiconsum? È presto detto: l’associazione non dà soldi ai richiedenti aiuto, ma li aiuta ad aprire una nuova linea di credito che rimpiazza la precedente. Può fare questo in virtù di apposite convenzioni stipulate con alcune società bancarie.

Più nel dettaglio: a chi è in possesso dei requisiti di legge Adiconsum fa da garante presso le banche e fa ottenere finanziamenti con risorse pubbliche e un tasso minimo. Ma attenzione: non si tratta di un sussidio ma di un prestito che, come tale, va interamente restituito. Non solo. I prestiti così erogati sono sottoposti ad alcune limitazioni: ammontare in linea di massima non superiore a 30 mila euro, tasso fisso del 2% e piano di rientro fino a 84 mesi, che equivalgono a sette anni.

Si tratta di un servizio importante, destinato alle famiglie e ai singoli che, per via di eventi imprevisti come la perdita del lavoro, una grave malattia, una separazione, si trovano impossibilitati a far fronte agli impegni di natura economica assunti in un momento in cui il reddito e la salute li consentivano. Ci sono comunque dei criteri stabiliti dal ministero dell’Economia che vanno rispettati: effettivo stato di bisogno del richiedente, serietà della ragione dell’indebitamento e capacità di rimborso del prestito, concesso in base al reddito documentabile.

A proposito delle cause dell’indebitamento eccessivo: valgono un calo del reddito, problemi di lavoro, una crisi matrimoniale, un aumento delle rate del mutuo a tasso variabile, una malattia improvvisa e difficoltà di accesso al credito per protesti e segnalazioni. La tendenza a sopravvalutare le proprie disponibilità economiche e la trappola del gioco d’azzardo sono invece fuori dal perimetro d’intervento del Fondo di prevenzione.

Ma qual è, infine, l’identikit del sovraindebitato emerso nel corso degli anni? Sposato, senza figli, dal Lazio, vive in affitto, ha un contratto a tempo indeterminato e un reddito mensile dichiarato fra i mille e i duemila euro. Pari alla spesa mensile dichiarata – anche questa tra i mille e i duemila euro – a fronte di un debito complessivo fra i 10 mila e i 30 mila euro. E siccome, alla fine dei conti, chiunque può cadere vittima del sovraindebitamento, Adiconsum fa sapere di aver presentato istanza ai ministeri dell’Economia e dell’Interno “per chiedere di integrare, ove possibile, gli importi destinati a questo importante servizio”.
 

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