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Si può annullare un prestito?

2 set 2022 | 3 min di lettura | Pubblicato da Maria Paulucci

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Chiedere e ottenere un prestito per godersi la meritata vacanza, prenotare una casa, partire, arrivare e scoprire che la soluzione concordata a distanza non è esattamente come ci era stata descritta e prospettata. O, peggio ancora, che non esiste proprio. Qualche settimana fa, Facile.it ha presentato i risultati di un’analisi, dalla quale emerge un nuovo bisogno assicurativo: il bisogno, appunto, di metterci al riparo dalle cantonate estive.

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Laddove si profila un bisogno, ecco qualcuno che subito si adopera per soddisfarlo: non deve quindi stupire il fatto che oggi le compagnie assicurative propongano speciali assicurazioni viaggio pensate proprio per chi affitta una casa vacanza. Si tratta di prodotti che fra le altre cose rimborsano all’assicurato, nel malaugurato caso in cui incappi in una beffa di questo tipo, la caparra versata.

Ma quello che noi oggi andiamo a chiederci è: possiamo fare qualcosa per ottenere l’annullamento del prestito chiesto e ottenuto per andare in vacanza, se ad aspettarci troviamo la più classica – e sgradevole – delle delusioni?

Annullare un finanziamento: è possibile?

Sì, è possibile. Ma solo e soltanto in alcuni casi molto specifici. E non è affatto detto che una vacanza-beffa rientri tra questi. Tipicamente, l’annullamento si può ottenere in presenza di un prestito finalizzato, se per esempio il prodotto che abbiamo comprato con quel prestito non ci viene consegnato.

Come ricorda l’Unione nazionale consumatori, però, per provare a risolvere questioni di questo tipo si può accedere alla conciliazione Assofin, che fa sedere attorno allo stesso tavolo, nel tentativo di trovare una soluzione conciliativa, il creditore e il consumatore, il cui interesse è rappresentato da un’associazione di categoria.

Come funziona la conciliazione paritetica?

Assofin è l’associazione dei principali operatori bancari e finanziari del credito al consumo e immobiliare, mentre la conciliazione paritetica è una procedura di risoluzione stragiudiziale delle controversie tra consumatori e intermediari bancari e finanziari alternativa al giudice e all’Arbitro bancario finanziario.

La conciliazione paritetica può riguardare, fra gli altri, i prestiti personali, quelli finalizzati e i finanziamenti contro cessione del quinto dello stipendio o della pensione. Come abbiamo detto altre volte in merito all’Arbitro bancario finanziario, può essere attivata solo in seguito a un reclamo all’intermediario “rimasto inevaso o la cui risposta è stata valutata insoddisfacente”. Quindi il primo passo è sempre e comunque la richiesta di un confronto con chi ci ha dato il finanziamento.

La procedura non può durare più di novanta giorni, quindi è abbastanza rapida. È inoltre gratuita, non richiede l’assistenza di un legale ed è su base volontaria, ragion per cui il cliente può recedere in qualsiasi momento.

Così come può rifiutare la soluzione proposta dalla commissione – composta da un rappresentante del creditore e da un rappresentante dell’associazione dei consumatori, la quale a sua volta rappresenta l’interesse del consumatore – eventualmente rivolgendosi poi al giudice o all’Arbitro bancario finanziario.

Come fare per annullare un finanziamento?

Per sapere se il proprio rientra tra i casi nei quali è possibile ottenere l’annullamento del prestito, si può provare a chiedere assistenza alle associazioni dei consumatori. Gli esperti dell’Unc, per esempio, sono a disposizione per assistere chi è incappato in problemi di vario tipo con le banche.

Ma, in generale, questo è un tema sul quale torneremo.

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