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Prestiti per giovani agricoltori

3 mag 2019 | 3 min di lettura | Pubblicato da Maria Paulucci

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Un pacchetto di prestiti per un miliardo di euro destinato in modo specifico ai giovani agricoltori: è quello che hanno annunciato la Commissione europea e la Banca europea per gli investimenti. Molto interessante. Ma perché?

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Si tratta – spiegano l’organo esecutivo dell’Unione europea e l’istituzione che fornisce finanziamenti, garanzie e consulenza a lungo termine in relazione a determinati progetti – di un’iniziativa resa necessaria dalle difficoltà oggettive di accesso al credito a carico di questa specifica categoria.

Basti pensare che nel 2017 le banche hanno rigettato il 27% delle domande di prestito avanzate da giovani agricoltori nell’Unione Europea: più di una su quattro, un dato che si confronta con il 9% di rifiuti subiti invece dalle altre aziende agricole. Il pacchetto ha quindi l’obiettivo di incrementare l’accesso ai finanziamenti agli agricoltori dell’Ue. In particolare, appunto, ai più giovani.

I quali spesso e volentieri fanno fatica ad avviare e a portare avanti l’attività proprio perché riescono a ottenere prestiti solo a prezzo di grandi difficoltà e comunque non sempre, quando invece queste risorse potrebbero in tanti casi fare la differenza. Non solo. L’11% degli agricoltori europei ha meno di 40 anni: insieme, rappresentano una categoria strategica agli occhi delle istituzioni Ue, nel quadro di una politica agricola comune post 2020 che tenga conto anche della relazione tra questa attività e l’impatto sull’ambiente in termini di contributo ai cambiamenti climatici e sfruttamento del suolo. Il settore agricolo è considerato un pilastro dell’economia dell’Unione europea e può svolgere un ruolo fondamentale su due piani decisivi: la produzione di alimenti sani e, appunto, la lotta ai cambiamenti climatici e la salvaguardia dell’ambiente.

Ecco allora che il programma di prestiti recentemente varato punta a sostenere la crescita e la competitività nel comparto agricolo ma anche in quello della cosiddetta “bioeconomia”, intesa come economia sostenibile sul piano ambientale e sociale, tenendo bene a mente la tutela dell’ambiente e la creazione dell’occupazione nelle regioni rurali e costiere. Ma chi gestirà il programma?

Ci penseranno le banche e le società di leasing che operano nell’Unione. Le banche dovrebbero partecipare con una cifra corrispondente a quella della Bei, portando virtualmente il totale a 2 miliardi di euro, prioritariamente destinati ai giovani agricoltori. Ma, in pratica, quali saranno le agevolazioni? Tassi d’interesse più bassi, termini per iniziare a rimborsare il prestito più lunghi (fino a cinque anni), così come tempi più lunghi per il rimborso dell’intero prestito (fino a 15 anni). È inoltre contemplata la possibilità di andare incontro, con un certo grado di flessibilità, alle esigenze dei beneficiari nei momenti di maggiore volatilità dei prezzi, per esempio prevedendo la sospensione del pagamento delle rate. L’iniziativa punta ad affiancare i mezzi finanziari e le competenze della Bei al supporto offerto dal Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (in sintesi, Feasr). Oltre al pacchetto di prestiti, infatti, l’iniziativa contempla la possibilità per i giovani agricoltori e le start-up di continuare a ricorrere alle sovvenzioni di questo Fondo, sovvenzioni che possono essere utilizzate come abbuoni di interessi o per l’assistenza tecnica, in combinazione con strumenti finanziari.

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