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La foto in chiaroscuro del debito in Italia

4 feb 2013 | 3 min di lettura | Pubblicato da Maria Paulucci

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Le famiglie italiane, oggi, hanno più debiti di quanti non ne avessero dieci anni fa. E la ragione sta nello storico passaggio dalla vecchia lira al nuovo euro. A segnalarlo è la Cgia, ossia l’Associazione artigiani e piccole imprese, di Mestre. Cosa sarebbe successo, insomma? La Cgia, tramite il suo segretario Giuseppe Bortolussi, la mette giù dura e segnala che in una decina d’anni l’indebitamento medio delle famiglie italiane è cresciuto di quasi il 140%, con l’esposizione media alle banche che secondo l’ultima rilevazione si aggira attorno ai 20mila euro.

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Il fenomeno ha un retrogusto fisiologico. Lo spiega la stessa Cgia. In pratica, la moneta unica ha avuto l’effetto di far calare i tassi di interesse praticati dagli istituti di credito. Se infatti tra il 1991 e il 2001 i tassi medi applicati ai privati si posizionavano all’11,2%, tra il 2002 e il 2012 si sono contratti fino al 5,5%. E questo “dimagrimento” ha convinto molti a comprare indebitandosi. Gli acquisti più diffusi? La prima o la seconda casa, sempre tramite mutuo.

Oggi l’esposizione bancaria delle famiglie è a quota 19.916 euro, con un aumento in termini assoluti di 11.604 euro. Quanto alla distribuzione geografica, al 31 ottobre quelle più in debito risultavano essere le famiglie residenti nella provincia di Roma, con un rosso medio di 29.353 euro. In seconda posizione la provincia di Milano, con 28.472 euro. Chiudeva il podio il lodigiano, con 28.351 euro. Le meno “compromesse” in assoluto sono invece le famiglie della provincia di Vibo Valentia, Calabria, con 9.154 euro, quelle dell’Ogliastra, in Sardegna, con 8.623 euro, e per finire quelle di Enna, in Sicilia, con 8.586 euro.

Nei giorni scorsi, peraltro, l’istituto di ricerca Eurispes ha diffuso il Rapporto Italia, dal quale emerge che il 60,6% degli italiani, ovvero tre su cinque, attinge ai risparmi per riuscire a chiudere il mese. Nel dettaglio, il 62,8% ha dichiarato di avere grandi difficoltà ad affrontare la quarta - quando non addirittura la terza - settimana. E ancora: il 79,2% degli intervistati non risparmia proprio. Insomma, aggiunge l’Eurispes nella sua indagine, solo uno su cinque riesce a mettere qualcosa da parte. E le più grandi difficoltà economiche si riscontrano tra i 45 e i 64 anni d’età.

Più difficile è accantonare risorse, più è probabile che alla fine si decida di ricorrere allo strumento del finanziamento per far fronte alle spese. In un quadro come questo, infatti - sempre secondo quanto riporta l’Eurispes - un terzo degli interpellati ha fatto sapere di aver presentato richiesta per un prestito bancario negli ultimi tre anni. Il dato, evidenzia l’Eurispes, è in crescita rispetto alla rilevazione dello scorso anno. E l’aumento è di 9,5 punti percentuali. Nel 62,3% dei casi, gli italiani si sono messi alla ricerca di un prestito per pagare i debiti accumulati, mentre nel restante 44,4% delle situazioni chi vuole ottenere un credito poi lo usa per saldare i prestiti contratti in passato con altre banche o società finanziarie.

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