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Italiani e debito

7 nov 2025 | 3 min di lettura | Pubblicato da Maria Paulucci

Prestiti imprese

In un contesto nel quale l’80% degli italiani patisce l’inflazione e il 37% faticherebbe a far fronte a una spesa imprevista di 1.000 euro, il debito è lo strumento al quale fa ricorso una buona parte della popolazione: quasi un italiano su due, stando alla ricerca condotta da Ipsos per Kruk in vista della Giornata Senza Debiti del 14 novembre.

Secondo l’analisi, il 13% degli italiani con un debito ha saltato almeno una rata. Ma c’è ancora un forte pregiudizio negativo sull’argomento. Ansia (33%), vergogna (26%) e paura (21%) sono le emozioni più comuni associate al tema.

E persiste – ci dice la ricerca – un tabù: basti pensare che il 70% degli interpellati non parlerebbe dei suoi debiti con nessuno. Anche per questo, forse, c’è una buona parte di persone (il 39%, stando alla ricerca) che preferisce rivolgersi a parenti o amici per un aiuto, invece di andare da professionisti.

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Strumenti creditizi: molto importanti per il bilancio degli italiani

Secondo la ricerca, all’incirca la metà degli italiani ammette che i prestiti hanno permesso loro di accedere anche a beni di prima necessità, come l’auto, e il 41% ha almeno un finanziamento a suo nome. Sono dati, insomma, che confermano la rilevanza che gli strumenti del credito hanno nel bilancio delle famiglie italiane.

Eppure, nel Mese dell’Educazione Finanziaria dobbiamo ammettere con noi stessi che non sempre siamo capaci di gestire questo tipo di prodotti, pur così importanti.

  • Come detto, il 13% tra quanti hanno prestiti ha saltato almeno una rata;
  • il 16% ha corso questo rischio.

Attenzione a quanti fanno ricorso al Buy now, pay later

Un dato da monitorare, poi, è – sempre secondo l’indagine – il 4% di quanti dicono di utilizzare il Bnpl (Buy now, pay later), una forma di dilazione dei pagamenti in forte crescita, anche per bisogni essenziali come la spesa alimentare.

La domanda, quindi, è se sia solo abitudine o il sintomo di una precarietà sociale.

La scarsa educazione finanziaria è un fattore di rischio

In tutto questo, fa la differenza – e non certo in bene – la scarsa alfabetizzazione finanziaria degli italiani (il 35% dichiara di non possedere nemmeno le info base su economia e finanza, il che riguarda anche i mutui, i prestiti, i tassi d’interesse).

Ciò aumenta il rischio di decisioni impulsive e sbagliate, anche nella gestione dei debiti.

Per esempio:

  • sono pochissimi quelli che si proteggono con un’assicurazione;
  • quasi la metà del campione (il 47%) ignora che esistano società specializzate nel recupero crediti, o ne è a conoscenza ma non sa con esattezza cosa facciano.

Migliorarsi e migliorare in pochi semplici passi

Migliorare la gestione del debito e, di riflesso, il benessere finanziario personale e/o familiare è ovviamente possibile. E lo si può fare adottando alcune semplici strategie.

  • In termini di educazione finanziaria, si può accedere a corsi, incontri, seminari e webinar (come quelli disponibili durante il Mese dell’Educazione Finanziaria) per sviluppare e rafforzare le competenze finanziarie di base.
  • Ci si può dar da fare anche in termini di pianificazione personale e familiare, creando un bilancio familiare dettagliato che consenta di monitorare le entrate e le spese mensili.
  • Ed è sempre bene creare e preservare un fondo d’emergenza, tenendo da parte una certa quota di risparmio per affrontare le eventuali emergenze e spese impreviste.
  • Rivolgersi agli appositi servizi di consulenza per la gestione dei debiti (per esempio, attraverso un’associazione dei consumatori) può essere un ulteriore passo da compiere per ottenere il supporto di un esperto, o di un team di esperti.

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