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Indebitarsi sì, ma con cautela

22 ago 2016 | 3 min di lettura | Pubblicato da Maria Paulucci

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La ripresa c’è, ma attenzione: l’età dell’oro è ancora lontana. Nei primi sei mesi del 2016 gli italiani hanno fatto un maggiore ricorso ai prestiti, tant’è che le cifre associate al credito al consumo sono un po’ risalite dopo i cali degli anni scorsi, passando dai 100 miliardi e poco più del 2014 e del 2015 ai 101,9 miliardi di euro del primo semestre 2016. Però - spiega l’Onf, ossia l’Osservatorio nazionale Federconsumatori, che si è fatto carico anche quest’anno di indagare lo stato di salute del settore basandosi sui dati forniti da Assofin, l’Associazione italiana del credito al consumo e immobiliare - si tratta di un incremento dovuto principalmente all’aumento delle immatricolazioni di automobili, congiunto agli acquisti di elettrodomestici. Tutte spese rese necessarie dall’obsolescenza degli articoli in questione e convenienti dalle campagne lanciate dalle case automobilistiche per la sostituzione delle auto e dalle detrazioni fiscali previste anche nell’ultima legge di stabilità.

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Per il resto, secondo l’Osservatorio, non si registrano grossi cambiamenti sul fronte dei consumi, anzi: stante la situazione economica, che resta fondamentalmente di debolezza, non solo le famiglie italiane consumano meno, ma evitano accuratamente di indebitarsi rimandando la questione a tempi più prosperi. L’Osservatorio nazionale Federconsumatori, che non mette nel computo i mutui, certifica come dal 2002 al 2009 si sia registrato un aumento delle consistenze del debito al consumo - da 48,4 a 115,1 miliardi di euro - per via del fatto che, dopo la conversione dei nostri portafogli dalla vecchia lira all’euro, gli italiani hanno provato a far fronte alla perdita di potere d’acquisto indebitandosi pur di conservare i propri standard di vita e di consumo: ecco allora che sempre più si è fatto ricorso ai prestiti personali e a quelli finalizzati, anche, per esempio, per andare in vacanza nei tempi e nei luoghi in cui era possibile farlo con la lira. Tra il 2009 e il 2010, però, quando cioè le conseguenze della crisi finanziaria ed economica hanno cominciato a farsi sentire più concretamente, le famiglie hanno iniziato a ridurre in modo significativo le loro spese, rateali e non.

La discesa più forte è avvenuta nel 2013, quando l’ammontare dei prestiti personali si è attestato a livelli pre-2008. E ancora oggi, sottolinea l’Osservatorio, non è stato possibile tornare ai livelli precedenti la crisi. Fin qui la situazione così come emerge dal rapporto dell’Osservatorio nazionale Federconsumatori. Quello del credito al consumo e dell’indebitamento è un tema assai caro alle associazioni dei consumatori. Tanto che, per dirne una, nell’aprile del 2014 Federconsumatori e Ambulatorio Antiusura Onlus, nel quadro di una collaborazione per sensibilizzare i consumatori all’uso responsabile del denaro e prevenire in questo modo sovraindebitamento e usura, hanno inaugurato a Roma il primo sportello di ascolto “Sdebitiamoci”. Si tratta, spiega Federconsumatori, di sportelli per sostenere, assistere e informare i cittadini in merito appunto all’eccessivo indebitamento e all’usura. Obiettivo degli sportelli è mettere a disposizione dei consumatori professionisti specializzati in grado di aiutarli a sbrogliare la matassa caso per caso riorganizzando il bilancio familiare, ristrutturando il debito e impedendo il ricorso all’usura.

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