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Contro le frodi

21 mar 2025 | 3 min di lettura | Pubblicato da Maria Paulucci

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Basta con le truffe alle persone anziane e a quelle più deboli. Con questo spirito, qualche giorno fa, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e il presidente dell’Associazione bancaria italiana Antonio Patuelli hanno messo le loro firme sul Protocollo d’intesa per il contrasto delle truffe agli anziani e alle persone più deboli.

L’obiettivo è rafforzare la collaborazione tra le banche da una parte (rappresentate appunto dall’Associazione bancaria italiana) e le forze dell’ordine per prevenire le truffe finanziarie attraverso progetti di efficace protezione sociale.

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Cosa ha portato alla nascita di questo Protocollo?

Una serie di ragioni. Innanzitutto, come si legge nel testo del Protocollo stesso, “le previsioni demografiche elaborate dall’Istat attestano un costante processo di invecchiamento del Paese”, al quale si affianca l’incremento del numero degli anziani che vivono soli, “in una condizione di potenziale vulnerabilità a fenomeni criminali”.

Va poi considerato che tra i vari tipi di reato che più di frequente colpiscono questa categoria di individui ci sono proprio le truffe, “perpetrate facendo affidamento sulla fragilità cognitiva e relazionale delle vittime”.

E le conseguenze di queste condotte criminali non sono solo di natura patrimoniale: ci sono ripercussioni anche sul piano psicologico, dal momento che l’esperienza vissuta “si traduce in un trauma che alimenta un profondo senso di insicurezza e di timore”.

Per prevenire e contrastare tali fenomeni, si sono susseguite negli anni diverse iniziative di sensibilizzazione. Il Protocollo, dunque, rappresenta un ulteriore passo in avanti.

Cosa prevede il Protocollo sottoscritto da Abi e dagli Interni?

Il nuovo Protocollo, come si apprende dalla nota dell’Abi, “prevede una serie di iniziative di prevenzione e di attività che vanno dalla realizzazione di campagne di formazione e informazione all’istituzione di specifici Tavoli di coordinamento regionali presso le prefetture dei capoluoghi di regione”.

Il prefetto del capoluogo di regione presiederà e coordinerà i Tavoli di coordinamento, dei quali faranno parte i rappresentanti dell’Associazione bancaria italiana, delle amministrazioni locali, delle associazioni dei consumatori e delle forze dell’ordine, tra le quali un rappresentante della Polizia Postale e delle comunicazioni.

Per una valutazione delle varie iniziative proposte dai Tavoli e dei progetti messi a punto per prevenire e contrastare le truffe finanziarie, l’accordo prevede l’istituzione di un Comitato di attuazione del Protocollo, composto da tre membri del ministero dell’Interno e tre esponenti dell’Associazione bancaria italiana.

Di cosa si occuperanno, esattamente, i Tavoli?

Le attività dei Tavoli riguarderanno tutta una serie di punti, e in modo particolare:

  • fornire informazioni di carattere generale utili a evitare l’esposizione al rischio delle truffe;
  • indicare specifiche precauzioni da adottare dentro e fuori gli uffici bancari mentre si svolgono operazioni di prelievo o versamento di contanti e altre operazioni finanziarie;
  • dare suggerimenti per gestire in sicurezza l’internet banking e le altre modalità di contatto con la banca (telefonia mobile e Atm), indicando le precauzioni da adottare;
  • fornire i numeri di emergenza e soccorso utili per un’azione tempestiva e più efficace di tutela dei risparmi e del patrimonio.

Inoltre, in virtù dell’attento monitoraggio e del contributo delle forze dell’ordine e delle banche, i Tavoli potranno disporre di una mappa costantemente aggiornata circa “i nuovi fattori di rischio che possono tradursi in eventi criminosi”.

Del resto, rimanere aggiornati è la chiave per una migliore autodifesa: alla luce delle trappole che pullulano on e offline, ciò vale per tutti. Per gli anziani, ma non solo.

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