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Esistono i “cattivi pagatori”?

24 mar 2023 | 3 min di lettura | Pubblicato da Maria Paulucci

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Esistono davvero i cosiddetti “cattivi pagatori”? E, se sì, chi sono? Con questa etichetta, forse un po’ colorita ma certamente efficace perché di immediata comprensione, si intendono solitamente quelle persone o aziende che non rimborsano le rate di un finanziamento. Ricevono quindi la relativa segnalazione alla Centrale dei Rischi, sistema informativo gestito dalla Banca d’Italia che raccoglie le informazioni da banche e finanziarie sui crediti concessi ai vari clienti.

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Ma, appunto, “cattivi pagatori” è una formula alla quale si fa ricorso per intendersi celermente sulla questione alla base della segnalazione. Bankitalia tiene infatti a precisare che la sua Centrale dei Rischi “non è una ‘black list’, relativa cioè unicamente ai cattivi pagatori, né un archivio dei ritardi di pagamento”.

Cosa fa la Centrale dei Rischi?

La Centrale dei Rischi raccoglie tanto le informazioni positive quanto quelle negative, così come fanno le centrali rischi private, altri sistemi di rilevazione centralizzata dei rischi meglio noti come Sistemi di informazioni creditizie (o Sic), che invece non sono gestiti dalla Banca d’Italia.

Si tratta di un archivio di informazioni sui debiti delle famiglie e delle imprese verso il sistema bancario e finanziario, un archivio alimentato dalle informazioni che gli intermediari partecipanti (banche, finanziarie e altri) trasmettono sui crediti e le garanzie concessi alla clientela, sulle garanzie ricevute dai clienti e sui finanziamenti o garanzie acquistati da altri intermediari.

Chi viene segnalato alla Centrale Rischi?

La segnalazione viene effettuata se l’importo da rimborsare supera i 30mila euro, nel caso in cui il cliente paghi regolarmente, oppure se supera i 250 euro, nel caso invece sia in sofferenza. Si tratta di limiti che invece i Sistemi di informazioni creditizie non prevedono.

Come ricorda il Movimento Consumatori, nella Centrale dei Rischi confluiscono:

  • i dati anagrafici del cliente;
  • i dati dell’intermediario che ha fatto la segnalazione;
  • il rapporto oggetto di segnalazione (prestito personale, mutuo, fideiussione) con indicazione del debito residuo;
  • le richieste di finanziamento del cliente;
  • i prestiti o le garanzie che sono stati accordati;
  • i pagamenti effettuati;
  • i pagamenti mancati.

Per quanto tempo i dati sono consultabili?

Le società creditizie possono consultare i dati presenti nella Centrale dei Rischi nei tre anni precedenti la richiesta. Trascorso questo periodo, essi non sono più visibili. La segnalazione a sofferenza, invece, resta visibile fino all’estinzione del debito o alla prescrizione.

Come scoprire se sei nella Centrale Rischi?

Puoi accedere ai dati presentando una richiesta in uno o nell’altro dei seguenti modi: attraverso la piattaforma “Servizi online” oppure rivolgendoti a una delle filiali della Banca d’Italia. In ogni caso, l’accesso ai dati è gratuito. Di norma, la Banca d’Italia risponde entro il termine di trenta giorni dalla data di ricezione della richiesta.

Cosa fare in caso di segnalazioni scorrette?

Occorre richiedere una rettifica all’intermediario e, nel caso l’intermediario non proceda alla rettifica richiesta, si può chiedere la cancellazione o la rettifica all’Arbitro bancario finanziario oppure al giudice.

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