Prestiti a non censiti

Banche e concessione di prestiti

Cosa pensano gli istituti di credito sui 'censiti'

Pubblicato il 8 aprile 2015

Quello dei prestiti personali ai soggetti cosiddetti “non censiti” è considerata una nuova frontiera in tema di finanziamenti. Una frontiera però ancora tutta da esplorare, almeno a guardare i comportamenti delle banche di casa nostra.

Partiamo dalle definizioni. Col termine “non censito” si indica il soggetto che non abbia mai ottenuto alcun prestito personale oppure, in senso lato, il soggetto che non sia mai risultato beneficiario di alcuna forma di credito che sia stata segnalata ad alcuna banca dati. Tra i soggetti “non censiti”, è bene ricordarlo, rientrano in genere gli stranieri, i giovani che non abbiano ancora avuto alcun motivo per rivolgersi a qualche istituto di credito per ottenere un prestito personale e gli utenti che abbiano sempre effettuato i propri acquisti in contanti, senza ricorrere ad alcun finanziamento. Tutti questi soggetti, in pratica, sono assenti da qualsiasi banca dati.

“Non censito” uguale inaffidabile. La persona non censita, insomma, è un soggetto che non ha alcuna storia finanziaria alle spalle, non ha alcun passato che ne accerti l'affidabilità creditizia, visto che non è presente in nessuna di queste banche dati (su cui si basa il sistema creditizio italiano, dal momento che raccolgono tanto le singole richieste che l'eventuale erogazione del prestito dirottandole poi ai vari istituti di credito) ed è un soggetto che non può neanche dimostrare di essere buon pagatore.

Il problema è che nessuna banca oggi concede facilmente un prestito a un soggetto che sia “non censito”. Perché? Perché gli addetti ai controlli della banca non possono rilevare da nessun database se il rischio potenziale d'insolvenza nei pagamenti si presenti alto o basso per quel cliente. Cliente sconosciuto al sistema creditizio e, dunque, cliente guardato con diffidenza, dal momento che in genere, per l'erogazione di un prestito, l'istituto di credito fa riferimento alla condotta passata del richiedente che, in questo caso, dimostra però di non avere mai avuto rapporti precedenti con le banche, non potendo dunque fornire ulteriori garanzie.

Necessari garante o busta paga. Come si può chiedere allora il prestito rientrando in questa nuova categoria dei soggetti non censiti? La maggior parte degli utenti richiede il finanziamento facendosi accompagnare da un garante a sua volta considerato valido, cioè un famigliare o un amico che sia censito e considerato buon pagatore all'interno delle banche dati. Un soggetto che dunque non dovrà essere segnalato al Crif e che renderà più fluida la pratica per il richiedente. Nel caso in cui manchi anche il garante sarà necessario essere dipendente assunto con un contratto a tempo indeterminato oppure un pensionato: questi due soggetti possono richiedere il prestito tramite cessione del quinto oppure delega di pagamento, due tipi di finanziamento che non prevedono la presenza del garante e non si basano sulla storicità di alcuna banca dati. Ottenuto il finanziamento, la persona verrà inserita automaticamente all'interno della banca dati del sistema creditizio, con i dati personali e le informazioni relative al prestito erogato (come i pagamenti, se regolari o no regolari, le modalità di rimborso e il netto erogato): da qui parte la storia creditizia del soggetto non più “non censito”, il quale, in futuro, dunque, non avrà alcuna difficoltà a richiedere un prestito.

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Il profilo dell'autore

Franco Canevesio, nato a Genova, è un giornalista professionista la cui attività è principalmente focalizzata su temi di economia e borsa.

Ha lavorato a La Repubblica, nei primi anni ’90, dedicandosi alla cronaca e collaborando, nello stesso periodo, con diverse televisioni private liguri. Trasferitosi a Milano, ha lavorato come capo redattore di Italia-iNvest.com, il primo sito specializzato in economia in Italia. Franco Canevesio ha anche lavorato al sito di Giuseppe Turani “Lettera finanziaria”. Per ciò che concerne la carta stampata ha collaborato con La Repubblica – Affari & Finanza ed è stato redattore capo di Finanza e Mercati. Attualmente, lavora presso MF-Milano Finanza.

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