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Consumatori: far valere i propri diritti in Europa sarà più semplice

28 nov 2025 | 3 min di lettura | Pubblicato da Rosaria Barrile

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Il Consiglio della UE ha dato l’ok definitivo alla direttiva che ha aggiornato il quadro relativo alla risoluzione alternativa delle controversie (ADR), lo strumento che permette a consumatori e professionisti di risolvere eventuali questioni senza andare in tribunale, risparmiando tempo e costi. In uno scenario in cui il ricorso al web è aumentato vertiginosamente sia per acquistare beni, sia servizi, la Ue ha deciso di rendere la normativa al passo con i tempi, favorendo maggiore velocità e facilità di accesso alle procedure.

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Che cosa sono le ADR

Le ADR (Alternative Dispute Resolution) sono procedure per risolvere controversie tra imprese e consumatori in modo alternativo e più rapido rispetto al ricorso alla giustizia ordinaria. I consumatori europei possono utilizzare queste procedure per definire diverse tipologie di dispute tra cui quelle relative a contratti che hanno ad oggetto prestiti personali e contratti di acquisto di beni e servizi.

Già oggi in qualsiasi paese dell’UE i consumatori possono tentare di risolvere la controversia in tre modi diversi:

  • risoluzione informale: direttamente con il professionista o mediante un'organizzazione di consumatori
  • meccanismi di risoluzione alternativa delle controversie: ad esempio tramite mediatore, difensore civico, commissione per i ricorsi, sito web dell'UE dedicato alla risoluzione online delle controversie
  • azione legale formale: attraverso il procedimento europeo per le controversie di modesta entità e l'ingiunzione di pagamento europea oppure il ricorso alla giustizia

Perché serviva una riforma

L’attuale quadro relativo alla risoluzione alternativa delle controversie risale al 2013 e non è mai stato aggiornato. Il commercio digitale però ha ampliato la platea dei potenziali conflitti e reso più complessi i rapporti tra consumatori e professionisti. Per questo motivo la UE ha cercato di migliorare alcuni aspetti in modo da incentivarne il ricorso. Molti consumatori, infatti, rinunciano a difendere i propri diritti quando le somme coinvolte sono molto basse oppure per timore di non comprendere bene il funzionamento delle procedure.

Cosa cambia con la nuova direttiva

Il testo giuridico approvato a metà novembre dal Consiglio Ue mira a rendere l’ADR un’opzione più accessibile per la risoluzione delle controversie derivanti da accordi contrattuali, anche per quanto riguarda le questioni relative alle obbligazioni precontrattuali.

A determinate condizioni sarà ora possibile avvalersi di questo sistema anche per le controversie tra consumatori residenti nella UE e professionisti di paesi terzi. Inoltre, i professionisti saranno tenuti a rispondere entro 20 giorni dal momento in cui vengono contattati da un organismo ADR; la mancata risposta sarà considerata come un rifiuto di partecipare alla procedura.

La nuova direttiva impone agli Stati membri di promuovere la partecipazione di professionisti e consumatori all’ADR e di promuovere tali sistemi soprattutto in quei settori caratterizzati da un elevato numero di reclami. La Commissione Ue dal canto suo svilupperà e si occuperà di gestire uno strumento informatico multilingue che faciliterà il ricorso all'ADR nelle controversie transfrontaliere dei consumatori.

Le prossime tappe legislative

L’approvazione del Consiglio rappresenta l’ultimo step della prima lettura. Il testo dovrà ora passare al voto del Parlamento europeo in plenaria. Una volta pubblicata in Gazzetta ufficiale, la direttiva entrerà in vigore dopo 20 giorni. Gli Stati membri avranno 26 mesi per recepirla nei propri ordinamenti e le nuove norme diventeranno applicabili 32 mesi dopo la pubblicazione.

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