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Rate: meglio RID o bollettino?

7 mar 2019 | 3 min di lettura | Pubblicato da Maria Paulucci

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Domanda: è insolito, quando richiedo un finanziamento, che la banca mi chieda di aprire un conto corrente presso i suoi sportelli? Diciamo che no, non è del tutto insolito, nel senso che sicuramente per la banca l’attivazione di un conto corrente presso una delle sue filiali rappresenta un’ulteriore rassicurazione circa il futuro rimborso del prestito, rispetto a quelle che il richiedente è già in grado di offrire, principalmente in termini di reddito e affidabilità creditizia. Molto dipende dall’entità del prestito che si vuole ottenere: un discorso sono poche migliaia di euro, un altro qualche decina di migliaia. Ma al di là di questo, è importante – e può sicuramente essere utile – sapere che si può chiedere un prestito a una banca pur senza esserne correntista, fermo restando il rispetto delle altre condizioni in termini di solidità reddituale e creditizia o di presenza di un terzo disposto a fare da garante tramite fideiussione. Tutto ciò chiarito, vediamo come si rimborsa il prestito chiesto e ottenuto da una banca diversa dalla propria o da una finanziaria.

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Le strade sono essenzialmente due. La prima è il pagamento tramite RID. Questa sigla sta per “Rapporto Interbancario Diretto”, che in sostanza consente alla banca creditrice o alla finanziaria di incassare la rata in maniera automatica, sulla base dell’autorizzazione precedentemente siglata dal debitore – e vidimata dalla banca di cui è correntista – ai pagamenti periodici ricorrenti che la restituzione del prestito comporta. L’iter di autorizzazione può prendere due vie: o attraverso la propria banca, con la richiesta di accettare gli ordini di addebito che arrivano dalla società bancaria o finanziaria che ci ha fatto il prestito, oppure tramite sottoscrizione del modulo RID presso il creditore. In questo secondo caso sarà lo stesso creditore a trasmettere la richiesta di autorizzazione all’addebito alla banca del debitore. In un senso o nell’altro, la banca in cui è attivato il conto corrente del beneficiario del prestito deve acconsentire a dare l’avvio agli addebiti suddetti.

In alternativa, il debitore può ricorrere ai bollettini. Ovvero, prima della scadenza periodica prevista – che tipicamente è mensile – va allo sportello (o si collega all’home banking) ed effettua il versamento. Ciascuna modalità ha i suoi pro e i suoi contro, sia per il debitore sia per il creditore. Dal punto di vista del primo, il vantaggio del RID sta nella sicurezza dello scambio ma anche del rispetto dell’impegno, visto che con l’addebito automatico è impossibile saltare il pagamento di una rata, con tutte le conseguenze cui un ritardo può dare luogo. Per contro, al creditore l’addebito automatico dà la garanzia che la rata verrà pagata e verrà pagata con puntualità. Indipendentemente dalle condizioni in cui versa il conto del debitore: infatti, in questo caso l’addebito scatta automaticamente anche se il conto corrente è sull’orlo del rosso. Con il bollettino il creditore mantiene invece il controllo e può, nei limiti del possibile, procrastinare il pagamento. Ma rischia anche di dimenticarsi l’impegno, e non a caso, per tutto quanto detto, l’addebito con RID è in genere la modalità preferita dai creditori.

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