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Rinnovo cessione del quinto

20 feb 2026 | 3 min di lettura | Pubblicato da Maria Paulucci

cessione del quinto tassi in aumento

Hai chiesto e ottenuto un prestito, però poi alcune cose nella tua vita sono cambiate e ti farebbe comodo una rata un po’ più bassa. Puoi prendere in considerazione la strada della rinegoziazione. Ciò vuol dire che, d’accordo con l’istituto di credito, puoi modificare le condizioni del contratto, in termini di tasso d’interesse o di numero delle rate, al fine di abbassare l’importo di queste ultime.

Bene. Forse non tutti sanno che la cessione del quinto si può – se non rinegoziare – per lo meno rinnovare. Vediamo come, a quali condizioni, e quando conviene davvero.

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Che cos’è e come funziona la cessione del quinto?

La cessione del quinto è una forma di credito pensata per i lavoratori dipendenti, pubblici e privati, e per i pensionati: il datore di lavoro o l’ente previdenziale trattiene la rata a monte, dallo stipendio o dalla pensione, e la “gira” al creditore. Tale rata non può superare il 20% (il quinto, appunto), dell’entrata netta mensile.

Questa forma di finanziamento ha tipicamente una durata massima di dieci anni e un tasso fisso, e prevede la sottoscrizione obbligatoria di una polizza assicurativa, a protezione dal rischio di perdita del posto di lavoro o di decesso.

Cosa vuol dire “rinnovare la cessione del quinto”?

Significa che il vecchio finanziamento viene estinto e si procede alla sottoscrizione di un nuovo contratto.

Tale contratto può prevedere una rata più bassa (per effetto di condizioni più convenienti), una durata diversa, un po’ di liquidità aggiuntiva. Poiché si tratta di un rinnovo, a quel punto si riparte con un nuovo piano di ammortamento, nuovi interessi e nuove condizioni.

Quando è possibile rinnovare la cessione del quinto?

Generalmente, è possibile rinnovare la cessione del quinto soltanto dopo aver rimborsato almeno i due quinti del finanziamento in corso, in base al piano di rientro originario. Esempio: se la durata del prestito iniziale è di dieci anni, si può tentare la strada del rinnovo dopo quattro.

Generalmente, però, è prevista un’eccezione per i contratti di durata compresa tra i due e i cinque anni: tali finanziamenti, infatti, si possono rinnovare anche prima di aver raggiunto i due quinti della loro durata, a patto però che il nuovo finanziamento abbia durata decennale (e che sia la prima cessione del quinto di questo tipo).

Naturalmente, per avere i precisi conteggi è sempre bene confrontarsi con l’istituto di credito di riferimento.

Conteggi e costo totale: le verifiche per fare la scelta migliore

Una rata più bassa può sicuramente dare sollievo, ma non è l’unico aspetto da esaminare. Bisogna infatti valutare con attenzione il Taeg (Tasso annuo effettivo globale) del nuovo finanziamento, con le spese assicurative e quelle accessorie, e dunque la cifra totale da pagare a quel punto.

A fare la differenza, infatti, non è tanto la singola rata ma – ovviamente – il costo complessivo. È quindi sempre bene confrontare più preventivi, valutando il costo totale prima e dopo: solo così si può capire se si va effettivamente a migliorare la situazione.

La soluzione più congeniale dipende da una serie di fattori:

  • l’importo residuo;

  • gli anni che mancano all’estinzione del prestito esistente;

  • le attuali condizioni dello stesso;

  • le esigenze e gli obiettivi personali e familiari.

Non sempre conviene rinnovare: a volte, può essere più conveniente proseguire con il piano già in corso. Una decisione informata – e attentamente ponderata – può far risparmiare tempo e denaro. Che non è certo cosa da poco.

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