Taeg: cosa include davvero?
3 apr 2026 | 3 min di lettura | Pubblicato da Maria Paulucci

Quando si valuta un finanziamento, l’attenzione tipicamente (e fisiologicamente) si concentra sul tasso d’interesse. Già: ma quale tasso d’interesse? Esiste un indicatore che racconta il costo reale del credito: è il Taeg. Proprio per la sua rilevanza, è importante capire bene cosa ricomprende e cosa no, per poter fare le scelte più consapevoli.
Cos’è il Taeg, in parole semplici
Come spiega la Banca d’Italia nella sua guida dedicata al credito ai consumatori:
il Tan (Tasso annuo nominale) indica il tasso d’interesse “puro”, in percentuale sul credito concesso e su base annua, non comprende spese o commissioni e, quindi, non indica il costo totale del finanziamento;
quest’ultimo è espresso invece dal Taeg (Tasso annuo effettivo globale), che include nel suo paniere tutti i costi, fra i quali spese di istruttoria, costi di gestione della pratica e spese di incasso della rata.
Se per ottenere il finanziamento è obbligatoria la sottoscrizione di una polizza (com’è, per esempio, nel caso della cessione del quinto dello stipendio e della pensione), anche questo costo rientra nel Taeg.
Taeg: c’è qualcosa che non include?
La risposta, per le vie brevi, è sì. Alcuni costi, infatti, rimangono fuori: vale per le imposte, come quella sostitutiva, e per alcuni costi opzionali, come le polizze assicurative facoltative (se obbligatorie, invece, devono rientrare nel Taeg).
La differenza tra dentro e fuori la fa, essenzialmente, l’obbligatorietà: un certo servizio è obbligatorio per ottenere il finanziamento?
Se sì, deve rientrare nel Taeg.
Se no, rimane fuori.
Quando si valuta un’offerta, quindi, può essere utile chiedere apertamente se il servizio “collaterale” proposto è obbligatorio oppure no: la risposta aiuterà a orientarsi nella selva delle offerte.
Perché il Taeg è così importante?
Rispondere a questa domanda è semplice: il Taeg è importante perché consente di confrontare offerte diverse in modo corretto.
Due finanziamenti possono avere lo stesso Tan ma costi complessivi anche molto diversi: a fronte di un Tasso annuo nominale del 5%, un finanziamento potrebbe presentare un Taeg del 6%, e dunque essere più conveniente rispetto a un altro che invece ha un Taeg dell’8%.
Il che implica un’altra cosa: e cioè che se anche un prestito ha un Tan pari a zero e sembra perciò convenientissimo, potrebbe comunque avere un Taeg di molto superiore, che ne rivela la minor convenienza rispetto, magari, ad altre proposte.
Con il Taeg, questa differenza – che non è affatto trascurabile – viene a galla.
Taeg: i 4 errori tipicamente più comuni
Fra quanti sono alla ricerca di un prestito, gli errori più frequenti sono essenzialmente quattro:
fermarsi al Tasso annuo nominale che, come abbiamo visto, non rappresenta tutti i costi di un finanziamento;
valutare la convenienza o meno di una proposta solamente sulla base della rata mensile;
non tenere conto delle spese iniziali;
non confrontare le offerte sulla base del Taeg e fermarsi alla prima.
Il rischio implicito di questi quattro errori è operare, senza rendersene conto, una scelta che non garantisce al consumatore la miglior convenienza.
Prestiti: è il Taeg la vera bussola
Il Taeg racchiude in un solo numero il costo reale di un finanziamento e, proprio in virtù di questo, consente di fare un confronto abbastanza rapido fra una serie di offerte diverse.
È il Taeg, se vogliamo, la vera bussola: conoscere cosa include (e cosa no) fa letteralmente la differenza.
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