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Bonus green 2026: guida alle agevolazioni per le ristrutturazioni

Ragazzi ristrutturano casa

Le 3 cose da sapere

  1. 1

    Dal 2026 serve rispettare la Direttiva Case Green per accedere ai bonus.

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    Dal 2026 serve rispettare la Direttiva Case Green per accedere ai bonus.

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    Ecobonus, sismabonus e fotovoltaico restano centrali con nuove regole e massimali.

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    Ecobonus, sismabonus e fotovoltaico restano centrali con nuove regole e massimali.

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    Prestiti e cessione del credito rendono i lavori più accessibili e immediati.

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    Prestiti e cessione del credito rendono i lavori più accessibili e immediati.

Il 2026 segna un passaggio importante per chi vuole intervenire sulla casa puntando su efficienza energetica e sicurezza strutturale. Le detrazioni fiscali restano centrali, ma con percentuali rimodulate, nuovi limiti e un quadro più allineato alla Direttiva Europea sulle Case Green. Vediamo cosa cambia e come orientarsi tra bonus, incentivi e regole operative.

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Sommario

La direttiva case green: obblighi e scadenze 2026

A partire dal 2026 prende avvio in Italia il percorso di applicazione della Direttiva Case Green, che introduce standard più rigorosi per edifici residenziali e interventi di ristrutturazione. Gli obiettivi principali sono ridurre le emissioni, aumentare l’efficienza energetica e incentivare l’uso di fonti rinnovabili.

Chi esegue lavori di ristrutturazione deve rispettare requisiti specifici, tra cui la certificazione energetica obbligatoria, il rispetto dei parametri minimi di isolamento termico e acustico, e l’installazione di sistemi ad alta efficienza, come pompe di calore o impianti fotovoltaici, per accedere agli incentivi fiscali. Pianificare i lavori per tempo e rivolgersi a professionisti qualificati è fondamentale, soprattutto considerando le scadenze fissate per il 2026.

Ecobonus e sismabonus: cosa cambia quest'anno

Nel 2026 ecobonus e sismabonus restano strumenti centrali per chi desidera intervenire sulla propria abitazione, riducendo consumi energetici e migliorando la sicurezza. Questi incentivi fiscali sono pensati non solo per la prima casa, ma anche per altri immobili residenziali, a patto che i lavori rispettino le normative vigenti. Le principali novità riguardano diversi aspetti.

  • Conferma della detrazione al 50% per gli interventi di riqualificazione energetica della prima casa, inclusi lavori come isolamento termico delle pareti, sostituzione di infissi e finestre, installazione di sistemi di climatizzazione a basso consumo. Questa detrazione viene calcolata sul totale delle spese sostenute e può essere usufruita in 10 quote annuali di pari importo.
  • Aggiornamento dei massimali di spesa: nel 2026 alcuni interventi, come coibentazioni, serramenti e schermature solari, vedono aumentati i tetti massimi detraibili, permettendo di pianificare lavori più complessi e di maggiore impatto energetico. Ad esempio, la sostituzione di infissi può arrivare a coprire spese più elevate rispetto agli anni precedenti, senza perdere il diritto alla detrazione.
  • Cessione del credito e sconto in fattura: per semplificare l’accesso al beneficio, i contribuenti possono optare per la cessione del credito a banche, intermediari finanziari o fornitori. In pratica, invece di attendere il recupero fiscale in 10 anni, si può trasformare subito il bonus in liquidità o sconto immediato sulla fattura dei lavori. Questo rende gli interventi più accessibili anche a chi non dispone di grandi risorse economiche iniziali.

Oltre agli aspetti tecnici, il 2026 offre nuove opportunità strategiche per chi vuole massimizzare i vantaggi fiscali. È possibile combinare ecobonus e sismabonus nello stesso intervento, accoppiando ad esempio lavori di miglioramento sismico con l’installazione di impianti a energia rinnovabile, ottenendo così un duplice beneficio in termini di sicurezza e risparmio energetico

Ci sono, inoltre, incentivi dedicati ai condomini e agli edifici plurifamiliari, che permettono di migliorare la classe energetica complessiva dell’immobile, generando vantaggi economici condivisi tra tutti i residenti. 

Il focus del 2026 è anche sulla massima efficienza energetica: chi raggiunge livelli di risparmio molto elevati, come la classe A o superiore, può accedere a bonus aggiuntivi e ulteriori incentivi. In pratica, chi pianifica i lavori quest’anno ha la possibilità di creare un progetto integrato di riqualificazione energetica e antisismica, gestendo tempi, budget e materiali in modo ottimale. Questo approccio non solo permette di ridurre in maniera significativa i consumi, ma contribuisce anche ad aumentare il valore dell’immobile e a rispettare le nuove direttive europee in materia di sostenibilità.

Detrazioni per il fotovoltaico e accumulo

Il fotovoltaico rimane uno dei pilastri del piano di efficientamento energetico nel 2026. Gli incentivi fiscali continuano a offrire vantaggi concreti per chi decide di installare pannelli solari e sistemi di accumulo, rendendo l’investimento più sostenibile e conveniente. Le detrazioni fiscali coprono il 50% delle spese sostenute per l’installazione dei pannelli, mentre i sistemi di accumulo collegati all’impianto, che consentono di immagazzinare l’energia prodotta durante il giorno per utilizzarla nelle ore serali, sono anch’essi incentivati fino a un limite stabilito.

Un aspetto importante è la possibilità di integrare questi interventi con altri bonus casa, come l’ecobonus o il superbonus, a condizione che i lavori rispettino i requisiti tecnici e i parametri di efficienza energetica previsti dalla normativa. Questo significa che chi decide di investire nel fotovoltaico può pianificare un progetto più ampio, combinando pannelli, accumulo e altri interventi di ristrutturazione, ottenendo un risparmio immediato sulle bollette e un miglioramento concreto della classe energetica dell’immobile.

Oltre al risparmio economico, installare un impianto fotovoltaico con accumulo aumenta il valore dell’abitazione e contribuisce a ridurre l’impatto ambientale, rappresentando una scelta strategica per chi guarda al futuro e vuole rendere la propria casa più sostenibile.

Pompa di calore e addio alle caldaie a gas

Il 2026 segna un’accelerazione nella sostituzione delle caldaie a gas con pompe di calore ad alta efficienza e sistemi a basse emissioni. Questi interventi non solo permettono di ridurre le bollette energetiche, ma consentono anche di rispettare le nuove normative ambientali e ottenere certificazioni energetiche più elevate. Le detrazioni fiscali coprono fino al 50% delle spese sostenute per l’installazione di pompe di calore, rendendo l’investimento più accessibile.

In molti casi, è possibile abbinare l’installazione della pompa di calore ad altri interventi di efficientamento, come la coibentazione delle pareti o la sostituzione degli infissi, aumentando in modo significativo il risparmio energetico complessivo. Inoltre, chi sostituisce generatori obsoleti con soluzioni elettriche o ibride può beneficiare di ulteriori incentivi, favorendo una transizione graduale verso sistemi più sostenibili e performanti.

Questi interventi rappresentano una vera opportunità per chi desidera ridurre i consumi, migliorare la classe energetica della propria abitazione e contribuire concretamente alla riduzione delle emissioni di gas serra, seguendo le linee guida della Direttiva Case Green e le strategie europee per l’efficienza energetica.

Come finanziare l'efficientamento energetico della casa

Oltre alle detrazioni fiscali, esistono diverse soluzioni per finanziare gli interventi di efficientamento energetico e rendere la propria abitazione più sostenibile senza gravare sulla liquidità familiare. La pianificazione finanziaria è fondamentale: scegliere lo strumento giusto permette di realizzare lavori importanti e di massimizzare gli incentivi disponibili, combinando risparmio energetico e vantaggi economici.

Tra le principali opzioni disponibili nel 2026 ci sono:

  • prestiti personali e mutui green a tassi agevolati: molte banche offrono finanziamenti dedicati a chi investe in interventi di efficienza energetica, con condizioni più vantaggiose rispetto ai prestiti tradizionali e la possibilità di coprire spese per fotovoltaico, pompe di calore, coibentazioni e infissi;
  • cessione del credito agli istituti finanziari: questa modalità consente di trasformare subito le detrazioni fiscali in liquidità, evitando di dover aspettare il recupero del bonus in 10 anni. È una soluzione utile per chi vuole avviare i lavori senza vincoli di disponibilità immediata di denaro;
  • combinazione di incentivi pubblici e prestiti bancari: è possibile integrare finanziamenti privati con bonus statali come ecobonus, superbonus o sismabonus, ottimizzando la spesa e riducendo al minimo l’esborso personale.

Oltre a queste soluzioni, alcune banche propongono pacchetti “green” che includono consulenza tecnica, valutazione dell’efficienza energetica e accesso facilitato agli incentivi, permettendo di pianificare in modo completo e sicuro ogni intervento. Con una corretta strategia di finanziamento, è possibile affrontare lavori complessi senza compromettere il bilancio familiare e ottenere il massimo beneficio dai bonus 2026, aumentando al contempo il valore e la sostenibilità dell’abitazione.

Prestiti green: tassi agevolati per chi migliora la classe energetica

I prestiti green rappresentano una soluzione particolarmente conveniente per chi desidera migliorare l’efficienza energetica della propria abitazione, approfittando degli incentivi previsti nel 2026. Questi strumenti sono pensati per facilitare l’accesso a finanziamenti destinati a interventi sostenibili, senza compromettere la liquidità familiare.

Tra le principali caratteristiche dei prestiti green ci sono:

  • tassi di interesse più bassi rispetto ai prestiti tradizionali, che permettono di ridurre l’impatto finanziario dei lavori di ristrutturazione;
  • possibilità di includere nel finanziamento tutte le spese legate a interventi di riqualificazione energetica, come installazione di fotovoltaico, pompe di calore, coibentazioni, infissi e altri interventi volti al risparmio energetico;
  • accesso semplificato per chi presenta progetti di ristrutturazione conformi alle direttive europee e alle normative nazionali, favorendo una gestione più rapida della pratica bancaria.

Oltre a queste caratteristiche, i prestiti green permettono di pianificare lavori anche complessi, come l’installazione combinata di impianti fotovoltaici e pompe di calore, senza rinunciare ai bonus fiscali e massimizzando le detrazioni disponibili. Questo approccio consente di ottenere un duplice vantaggio: ridurre i consumi energetici dell’abitazione e aumentare il valore immobiliare, trasformando la casa in uno spazio più sostenibile, efficiente e allineato alle nuove normative ambientali.

22 gen 2026 | 7 min di lettura | Pubblicato da Linda Montemurro

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