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Pro rata temporis: che vuol dire?

Pubblicato il 22-09-2023 | Aggiornato il 14-05-2026 | 3 min di lettura | Pubblicato da
maria paulucci
Maria Paulucci
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Hai ottenuto un finanziamento e dopo qualche anno ti si presenta la possibilità – per un’eredità o per un’altra qualunque ragione – di estinguerlo in anticipo rispetto alla durata prevista nel piano di rimborso sottoscritto. Come sai, perché ne abbiamo già parlato molte volte, puoi farlo senza problemi.

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Sai anche che in questi casi la banca o la finanziaria versano al cliente i costi già sostenuti ma, diciamo così, “non goduti”. Ti sei mai chiesto come vengono conteggiate tali somme?

Estinzione anticipata: diritto al rimborso

Secondo la normativa in vigore, il consumatore può rimborsare in anticipo in qualunque momento, in tutto o in parte, l’importo dovuto al finanziatore. In tal caso, il consumatore ha diritto a una riduzione del costo totale del credito, pari all’importo degli interessi e dei costi dovuti per la vita residua del contratto. Insomma, nell’eventualità che possa procedere all’estinzione anticipata, il consumatore ha diritto alla restituzione della relativa parte di tutti i costi sostenuti.

Quali sono esattamente tali costi?

Fino al settembre del 2019, ossia fino alla sentenza Lexitor della Corte di Giustizia Europea, i costi rimborsabili in proporzione alla durata del contratto erano i costi cosiddetti “recurring”, vale a dire quelli connessi alla durata del contratto di finanziamento. Erano esclusi invece i costi “up-front”, ossia quelli legati alla gestione dell’apertura della pratica e i costi delle polizze assicurative.

La sentenza Lexitor dell’11 settembre 2019 ha stabilito che il debitore ha invece il diritto a vedersi ridurre tutti i costi sostenuti, quindi anche quelli costi “up-front”.

Quale criterio applicare per calcolare la riduzione?

Generalmente il criterio utilizzato è quello del cosiddetto “pro rata temporis” (“in proporzione al tempo”), secondo il quale prima si estingue il finanziamento più alti saranno i costi da rimborsare al cliente.

Ogni voce di costo rimborsabile va quindi moltiplicata per la percentuale del finanziamento estinto in anticipo. Se un finanziamento decennale si estingue in cinque anni, quindi nella metà esatta del tempo, l’importo di ciascun costo andrà moltiplicato per 50% (equivalente alla metà del tempo risparmiata).

Esistono metodi di calcolo alternativi?

Sì, esistono. Ma attenzione: eccezion fatta per le polizze assicurative, altri metodi alternativi di calcolo del rimborso non si possono considerare conformi alla disciplina vigente e va quindi applicato il principio del pro rata temporis.

Pro rata temporis: come ottenere il rimborso?

Il diritto al rimborso dura dieci anni e decorre dalla data di estinzione anticipata del prestito. Il cliente può formalizzare la richiesta tramite reclamo all’istituto di credito. In caso di risposta negativa o di mancata risposta entro 30 giorni dalla ricezione della missiva, è possibile:

  • presentare ricorso all’Arbitro bancario finanziario, che, come sai, è l’organismo per la risoluzione stragiudiziale delle controversie tra banche e clienti in merito a questioni relative ai servizi bancari;
  • bypassare l’Arbitro bancario finanziario e andare direttamente da un giudice civile.

L’Arbitro bancario finanziario, come tutti gli organismi analoghi, presenta il vantaggio dei minori costi e dei tempi più rapidi. Fermo restando che l’Abf non esclude la possibilità di un eventuale successivo ricorso al giudice civile.

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