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Credito e Consumi

Blog - Prestiti e ristrutturazione immobili

Pubblicato il 30 marzo 2015

Ristrutturare una casa con un prestito

Ebbene sì, il tempo passa anche per le nostre case: invecchiano, si logorano, si guastano. Può dunque servire un intervento – magari con l’aiuto di un prestito – per rendere gli impianti più moderni, o per riparare i guasti, oppure ancora per cambiare l’arredamento e gli elettrodomestici optando per opzioni più “green”, ecologiche, che alla lunga ci consentono di spendere di meno e quindi di risparmiare qualcosa in bolletta. Non ci vuole poi tanto: in fondo, per ristrutturare basta anche solo il desiderio di cambiare o rinnovare qualcosa nella nostra abitazione. Peraltro, interventi di questo tipo oggi convengono in virtù delle detrazioni per le spese di ristrutturazione e di riqualificazione energetica degli edifici previste dalla legge di stabilità 2015.

Innanzitutto, c’è la possibilità di effettuare detrazioni al 65% per la riqualificazione energetica. Questa detrazione è applicabile per le spese realizzate fino al 31 dicembre 2015. Sul fotovoltaico, la detrazione è valida anche per l’acquisto e l’installazione di pannelli solari fino a un importo massimo, da proporre per lo sgravio fiscale, di 60.000 euro. Per gli impianti di climatizzazione con generatori di calore a biomasse, il massimo da portare in detrazione equivale a 30.000 euro. Fino al 31 dicembre 2015 si possono detrarre – sempre al 65% – anche i lavori finalizzati a realizzare misure antisismiche sugli edifici già esistenti nelle zone che risultano ad alta pericolosità. Per l’acquisto di elettrodomestici c’è invece il cosiddetto “bonus mobili”, che prevede una detrazione del 50% sull’acquisto. Vale per gli articoli di classe energetica A+ e il massimo che si può detrarre corrisponde a 10.000 euro.

In tutti i casi, potrebbe servire una cifra che va oltre le proprie disponibilità. Ecco allora che i prestiti ci possono venire in soccorso. In una recente nota, Fiditalia – società attiva nel mercato del credito al consumo che fa parte del gruppo francese Société Générale – ha dispensato qualche consiglio su come scegliere il finanziamento. Due le soluzioni a disposizione: il prestito finalizzato oppure il prestito personale. Il primo è strettamente legato alle finalità della spesa: la società che eroga il finanziamento soddisfa subito il venditore, mentre si fa restituire la somma dal cliente a rate e con gli interessi. In questo caso, consiglia Fiditalia, è bene appurare che la società sia in grado di offrire un finanziamento della stessa durata della detrazione fiscale, vale a dire 10 anni, e un’assistenza specializzata per poter gestire insieme la pratica della detrazione fiscale.

Il prestito personale, al contrario di quello specializzato, viene erogato direttamente al cliente. Non è legato a un solo progetto di spesa: si può dunque ottenere una somma per poi investirla nella realizzazione di diverse opere o acquisti. Non è quindi richiesto alcun giustificativo di spesa. In entrambi i casi, è bene che gli interessati valutino attentamente la propria situazione finanziaria prima di procedere alla richiesta del finanziamento, onde evitare di ritrovarsi eccessivamente indebitati. Da soppesare con attenzione anche il costo del credito, sulla base del Tasso annuo effettivo globale (Taeg), che include sia il Tasso annuo nominale (Tan), ovvero l’interesse sul prestito, sia le varie spese legate alla pratica, comprese quelle assicurative.

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Il profilo dell'autore

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blog di Maria Paulucci

Nata a Rieti, gli studi universitari a Roma, a Milano dal 2006. Dal 2007 al 2011 ha lavorato in Class CNBC, canale televisivo di economia e finanza del gruppo Class Editori. Nell'agosto del 2011 si è unita alla squadra di Blue Financial Communication. A dicembre 2017 è iniziata la sua esperienza in AdviseOnly.

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