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Cosa dice l’Osservatorio sul Credito?

25 giu 2021 | 4 min di lettura | Pubblicato da Maria Paulucci

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Torna l’appuntamento con l’Osservatorio sul Credito al Dettaglio realizzato da Assofin, Crif e Prometeia, arrivato alla sua edizione numero 50.

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Si tratta di un aggiornamento sul mercato del credito che arriva a cadenza semestrale, nei mesi di giugno e dicembre.

Cosa emerge dalla nuova edizione?

Che “nel 2020 i flussi di credito al consumo hanno registrato, a causa dell’impatto della pandemia Covid-19, una contrazione mai sperimentata”.

In reazione, e come segno di ripresa, nei primi quattro mesi di quest’anno “le erogazioni complessive mostrano una crescita del +29,4%, grazie soprattutto al rimbalzo di marzo e aprile, dovuto al confronto con gli stessi mesi del 2020, in cui i volumi erogati hanno segnato un minimo relativo”.

Siamo finalmente tornati ai livelli pre-Covid?

È decisamente troppo presto per dirlo. Se infatti dal confronto in termini di volumi con i primi quattro mesi del 2020 il primo quadrimestre del 2021 esce (facilmente) vincitore, rispetto ai primi quattro mesi del 2019 fa segnare un -12,1%.

L’Osservatorio sul Credito al Dettaglio di Assofin, Crif e Prometeia – lo ricordiamo – si occupa anche di credito immobiliare, oltre che di credito al consumo.

Concentrando la nostra attenzione sul secondo, notiamo quanto duramente sia stato colpito dalla pandemia di Covid-19. “Nel 2020”, ci rivela l’Osservatorio, “i flussi erogati fanno registrare una riduzione del -21,6% rispetto all’anno precedente”.

Buona prova per i prestiti finalizzati

Merita comunque una menzione d’onore la “forte ripresa dei finanziamenti finalizzati all’acquisto di auto e moto”, che hanno registrato un corposo +71,2% rispetto ai primi quattro mesi del 2020.

E rispetto al medesimo periodo del 2019, non c’è ancora il recupero ma poco manca: -1,6% appena. Una parziale ripresa che, spiega l’Osservatorio, “ha sicuramente beneficiato della spinta fornita dagli (eco)incentivi”, volti a sostenere il mercato dell’automotive e a migliorare la sostenibilità del parco auto in circolazione nel Paese.

Rimangono tuttavia deboli i finanziamenti per le auto nuove, “in linea con l’andamento delle immatricolazioni a privati”.

E gli altri prestiti finalizzati? Quelli richiesti per arredo, elettronica ed elettrodomestici, energie rinnovabili, ciclomotori e altri beni e servizi finanziabili riportano un +38,2% nel confronto con il primo quadrimestre del 2020 e un -1,1% dal primo quadrimestre 2019.

Particolarmente bene si sono difesi i prestiti destinati all’acquisto di elettrodomestici/elettronica, grazie all’e-commerce e ai prodotti informatici di cui si sono dovute dotare le famiglie per adattarsi al lavoro e alla didattica a distanza.

Buona prova, infine, anche per le linee di credito finalizzate all’acquisto di ciclomotori.

Cessione del quinto quasi ai livelli pre-crisi

In recupero”, sottolinea l’Osservatorio, “anche i finanziamenti con cessione del quinto, che raggiungono quasi i volumi pre-crisi”: basti pensare che se il confronto con i primi quattro mesi del 2020 fa segnare un + 21%, quello con i primi quattro mesi del 2019 porta a galla un -0,7%.

Una tendenza, questa, alla quale ha contribuito specialmente la crescita a doppia cifra “delle erogazioni a favore dei dipendenti pubblici”.

E i prestiti personali?

“I prestiti personali sono il prodotto che più ha risentito e continua a risentire gli effetti della crisi in atto”, ci dice l’Osservatorio: +12,8% nel primo quadrimestre 2021 rispetto al medesimo periodo 2020, ma -23,3% nel raffronto con i primi quattro mesi del 2019.

Se da un lato la domanda è ancora molto debole, dall’altra abbiamo un’offerta che, a fronte della maggiore rischiosità di questa forma tecnica, ha optato per criteri di analisi più selettivi rispetto all’epoca pre-Covid.

Quali sono le prospettive per il futuro?

“In prospettiva”, è l’indicazione che arriva dall’Osservatorio, “il ritorno a un ciclo economico favorevole non sarà in grado di evitare un peggioramento della qualità del credito”. E con la sospensione delle misure di sostegno, “il tasso di default è previsto in aumento a fine 2021, sebbene a ritmi differenti tra i comparti dei mutui e del credito al consumo, per effetto della diversa possibilità di attivare ancora la moratoria nel corso dell’anno”.

Il picco è atteso nel 2022, ma c’è anche una buona notizia: sarà infatti più basso di quello delle passate recessioni, perché nel frattempo domanda e offerta sono diventate più virtuose e hanno dato luogo a finanziamenti associati a un più alto merito creditizio. Quindi, in sostanza, più solidi.

Un futuro molto più digitale e green

C’è poi da considerare il cambiamento di abitudini imposto dalla pandemia, che ha accelerato la trasformazione digitale e le pressioni competitive anche di operatori non finanziari, e le sfide della transizione green e della sostenibilità.

“Nel nuovo contesto operativo che si sta delineando”, si legge ancora nell’Osservatorio, “i finanziamenti green rappresentano un potenziale di sviluppo su cui gli operatori potranno puntare per espandere il mercato del credito alle famiglie”. E voi, cosa ne pensate?

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