logo Prestiti.it
Parte del gruppo:logo Facile.it

Prestiti finalizzati, cosa fare se il rivenditore fallisce

5 giu 2019 | 3 min di lettura | Pubblicato da Maria Paulucci

prestiti sharing image

Cosa succede quando un rivenditore fallisce ma noi abbiamo già ottenuto il prestito per la merce che avrebbe dovuto consegnarci? È la domanda a cui stanno cercando di rispondere le associazioni dei consumatori dopo la vicenda che ha coinvolto una nota catena specializzata nella vendita di mobili e arredi a costi contenuti.

Prestiti Personali: richiedi fino a 60.000€
Prestiti Personali: richiedi fino a 60.000€

Breve riassunto: il 23 maggio il tribunale fallimentare di Milano ha dichiarato il fallimento della società che ad agosto 2018 aveva rilevato la suddetta catena. Con effetto praticamente immediato, tutti i punti vendita sono rimasti chiusi. E chi aveva comprato i mobili a rate? Facciamo un esempio: mamma e papà, a inizio anno, si sono recati nel punto vendita più vicino per comprare le camerette nuove dei loro due figli. Le hanno scelte, hanno chiesto qualche adattamento, si sono fatti fare un preventivo al quale hanno dato l’ok. Ma serviva un prestito: allora il punto vendita ha proposto un finanziamento, raccogliendo i dati anagrafici e reddituali. La società bancaria o finanziaria convenzionata ha dato l’ok e versato la cifra al rivenditore, aspettando poi i rimborsi rateali di mamma e papà. È il prestito finalizzato, di cui abbiamo parlato tante volte. Tutto regolare. Ma poi è arrivato il fallimento. E allora?

In alcune sentenze aventi per oggetto il fallimento del fornitore, l’Arbitro Bancario Finanziario ricorda che “nei contratti di credito collegati, in caso di inadempimento da parte del fornitore dei beni o dei servizi, il consumatore, dopo aver inutilmente effettuato la costituzione in mora del fornitore, ha diritto alla risoluzione del contratto di credito”, se l’inadempienza è riconosciuta come grave. In questo caso, “la risoluzione del contratto di credito comporta l’obbligo del finanziatore di rimborsare al consumatore le rate già pagate, nonché ogni altro onere eventualmente applicato”. Non solo. “La risoluzione del contratto di credito non comporta l’obbligo del consumatore di rimborsare al finanziatore l’importo che sia stato già versato al fornitore dei beni o dei servizi. Il finanziatore ha il diritto di ripetere detto importo nei confronti del fornitore stesso”.

Altroconsumo, a riguardo, sottolinea come il legislatore riconosca il ruolo di punta della società bancaria o finanziaria. Parte cioè dal presupposto che se la società bancaria o finanziaria in questione ha siglato un accordo con il rivenditore ritenendolo una controparte solida e affidabile e questo invece poi fallisce, allora la stessa società creditrice dovrà assumersi la responsabilità del suo errore di giudizio. Si ritiene infatti che la banca o la finanziaria abbia più competenze di un normale consumatore e, quindi, maggiori strumenti per riuscire a individuare le situazioni potenzialmente critiche e le eventuali conseguenze. Quindi, alla fine della fiera, cosa possono fare mamma e papà, avendo già chiesto e ottenuto un prestito finalizzato per due camerette che non riceveranno più? Primo passo è la messa in mora del curatore, con la diffida ad adempiere alla consegna del mobilio. Trascorsi 15 giorni, potranno fare domanda di rimborso e di risoluzione del contratto di prestito al creditore che ha erogato il prestito finalizzato. Il quale potrà eventualmente rivalersi sul fornitore.

Offerte di prestito confrontate

Confronta i prestiti online e risparmia su finanziamenti personali e cessione del quinto.

Prestito personale

Finanzia i tuoi progetti

Fai un Preventivo

Cessione del quinto

Ottieni fino a 75.000€

Fai un Preventivo

Blog Credito e Consumi

pubblicato il 27 marzo 2026
Bnpl e nuova direttiva UE
Bnpl e nuova direttiva UE
Cosa cambierà per la forma di pagamento dilazionato con la Consumer credit directive II?
pubblicato il 13 marzo 2026
Bnpl e giovani
Bnpl e giovani
Il Bnpl sperimenta un incremento del +53,7% e a trainare la crescita sono Gen Z e Millennial.

Guide ai prestiti

pubblicato il 18 febbraio 2026
Consolidamento debiti rifiutato: cause e soluzioni
Consolidamento debiti rifiutato: cause e soluzioni
Ricevere un rifiuto per il consolidamento debiti può essere scoraggiante, soprattutto quando l’obiettivo è alleggerire le rate e ritrovare equilibrio nel bilancio familiare.
pubblicato il 27 gennaio 2026
Come ristrutturare la prima casa se sei un giovane under 36
Come ristrutturare la prima casa se sei un giovane under 36
Negli ultimi anni accedere al credito per acquistare e ristrutturare la prima casa è diventato più complesso per i giovani. Il bonus prima casa under 36 oggi si concentra soprattutto sulla garanzia statale sul mutuo e sulla priorità di accesso al Fondo di Garanzia Prima Casa (Consap), confermata fino al 31 dicembre 2027.