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Prestiti e lavoratori esodati

24 apr 2014 | 3 min di lettura | Pubblicato da Maria Paulucci

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Domanda: può un “esodato” accedere a un prestito, possibilmente in tempi brevi? Vediamo cosa rispondere. Prima di tutto, cerchiamo di capire che cos’è un “esodato”. La parola ha iniziato a circolare nel 2012 con l’avvio della riforma Fornero, la quale ha preso nome dall’ex ministro del Lavoro Elsa, responsabile del dicastero durante il governo Monti. “Esodato” è chi ha messo fine al suo rapporto di lavoro alla luce di accordi legati a ristrutturazioni o a crisi aziendali, ma che non ha diritto alla pensione a causa della revisione al rialzo dell’età pensionabile o di un ripensamento dei requisiti per potersi ritirare dalla vita professionale. Di tratta in sostanza di disoccupati, in genere con più di 50 anni d’età, senza lavoro né stipendio.

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Nella maggior parte dei casi, “esodato” è chi ha rassegnato le dimissioni a fronte di un incentivo economico, fiducioso di arrivare poi presto all’età della pensione. Il punto è che, a seguito della riforma intervenuta due anni fa, chi ha scelto questa strada è stato costretto a subire un allungamento dei tempi d’attesa. Insomma, si tratta di persone che, in base al sistema precedente, avrebbero maturato i requisiti per la pensione nel 2012 e si sarebbero potuti ritirare a tutti gli effetti a partire dal 2013. Motivo per cui hanno accettato il cosiddetto “esodo volontario”. La riforma delle pensioni che porta la firma dell’ex ministro Fornero ha però portato a 62 anni l’età minima per potersi mettere a riposo. Ed ecco che chi aveva lasciato il lavoro sperando nella pensione si è ritrovato in un angosciante limbo.

Sul numero degli esodati, nel maggio del 2012 si è consumato uno scontro tra l’ex ministro Fornero e l’Inps: secondo la prima, la situazione coinvolgeva 65mila persone; per l’ormai ex presidente Antonio Mastrapasqua, invece, la categoria contava quasi 400mila individui. Al di là delle cifre, fin dal principio molto discusse, gli ultimi governi si sono presi l’impegno di risolvere la questione con interventi specifici. Di recente è apparso in Gazzetta Ufficiale il testo del decreto esodati 2014, che si inserisce nel solco delle misure messe in cantiere dall’esecutivo di Enrico Letta. Il nuovo provvedimento interessa 17mila ex lavoratori. Causa cambio di governo, è invece rimasto finora sulla carta il piano abbozzato dall’ex ministro del Lavoro Enrico Giovannini, successore di Elsa Fornero, con al centro un prestito garantito da imprese e Stato che il debitore è tenuto a rimborsare solo dopo aver incassato il primo assegno previdenziale. Meccanismo analogo, insomma, a quello del prestito d’onore pensato per gli studenti.

Ma per tornare alla domanda iniziale, fatta eccezione per la cessione del quinto – strada non praticabile per via della mancanza di un reddito dimostrabile – chi è alla ricerca di un prestito può prendere in considerazione solamente le soluzioni destinate ai disoccupati, categoria alla quale gli “esodati” si possono assimilare. Alcuni istituti di credito propongono finanziamenti a patto che ci sia una garanzia rispetto al rimborso del capitale erogato: la più richiesta è la presenza di una terza persona. In linea di massima, una persona senza reddito e senza lavoro può puntare a ottenere non più di 15mila euro, da ridare indietro in cinque anni al massimo.

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