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Prestiti, come cancellarsi dal Sic

9 gen 2015 | 3 min di lettura | Pubblicato da Maria Paulucci

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Ormai lo sappiamo: i dati sui finanziamenti – inclusi i prestiti personali – confluiscono nei Sistemi di informazioni creditizie (Sic), il più noto dei quali in Italia è gestito dalla società Crif. Ma per quanto tempo i dati restano nel “cervellone”? Dipende. Se sono “positivi”, ossia riguardano i doveri assolti con puntualità e precisione dal debitore, se ne può ottenere la cancellazione su richiesta. Lo stesso vale per le cosiddette “istruttorie”, vale a dire i procedimenti attraverso i quali le banche e le finanziarie valutano se concedere o no un prestito. Le informazioni “negative”, invece, vengono eliminate automaticamente e non è prevista la possibilità di presentare alcuna istanza. Già, ma quali sono i tempi di questo automatismo? Essi sono riportati nell’apposito codice deontologico e variano a seconda del tipo di dato.

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Questa la scheda secondo Crif. Per il finanziamento in corso di istruttoria ci vogliono sei mesi a partire dalla data della richiesta. Per le domande di prestito su cui si è registrata una rinuncia o un rifiuto bisogna aspettare un mese dalla rinuncia o dal rifiuto stessi. I finanziamenti rimborsati con regolarità, in assenza di specifica istanza, prevedono un lasso di tempo di 36 mesi dalla data di estinzione del rapporto di credito. La faccenda si fa più articolata se invece prendiamo in considerazione le situazioni in cui si verificano intoppi. I ritardi su una o due rate comportano un “limbo” di 12 mesi dalla comunicazione della regolarizzazione, sempre che in quel periodo i pagamenti siano avvenuti con puntualità. Discorso analogo per i ritardi relativi a tre o più rate: occorre attendere 24 mesi dalla nota di regolarizzazione, posto che in quei due anni i versamenti siano sempre stati puntuali.

Assai più seria è, ovviamente, la posizione di chi non ha rimborsato il prestito o lo ha fatto con grave ritardo: gli tocca aspettare 36 mesi dalla data prevista per l’estinzione della linea di credito oppure dal momento in cui la banca o la finanziaria hanno fornito l’ultimo aggiornamento. Su questi tempi non è possibile contrattare. Crif raccomanda di diffidare sempre di chi promette di rimuovere il nominativo dalla centrale rischi dietro un compenso in denaro. Non solo non è possibile, ma neppure lecito. La richiesta di cancellazione dei dati dal Crif è infatti completamente gratuita, così come la domanda di accesso ai dati, purché al “cervellone” risulti l’esistenza, passata o presente, di un rapporto di credito.

In altre parole: se di recente avete ottenuto o estinto un finanziamento, potete chiedere di consultare i dati che vi riguardano in modo gratuito; se invece su di voi non c’è alcuna informazione creditizia, è previsto un contributo spese di 10 euro, che dovrete versare tramite bollettino postale o nei punti vendita SisalPay. Solamente in un caso, ricorda infine Crif, si può ottenere l’eliminazione totale delle informazioni sul vostro conto: è quando scoprite che qualcuno ha ricevuto un prestito usando il vostro nome, che di conseguenza è stato inserito nel Sistema di informazioni creditizie di Crif. Ricordiamo che il fatto va immediatamente denunciato alle forze dell’ordine e la denuncia va inviata, insieme alla richiesta di cancellazione, a Crif.

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