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Prestiti, caccia ai costi impropri

27 mag 2019 | 3 min di lettura | Pubblicato da Maria Paulucci

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Anomalie sul contratto di finanziamento? Sono possibili, eccome. Lo sostiene Federconsumatori. L’associazione impegnata nella tutela di consumatori e utenti ha simulato, in un recente rapporto, le possibili “stravaganze” dei prestiti personali e finalizzati e delle cessioni del quinto dello stipendio o della pensione.

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Si tratta di anomalie che possono intervenire in fase di stipula o di estinzione anticipata. Per quanto riguarda le anomalie sul contratto di prestito personale o prestito finalizzato, secondo Federconsumatori risultano tendenzialmente ricorrenti in fase di stipula la duplicazione dei costi e l’addebito di costi inutili, con un’incidenza dell’una o dell’altro del 15%. Al momento dell’estinzione anticipata, invece, può capitare di incappare in costi elevati per ritardi di pagamento e/o interessi di mora, oppure in diritti e onorari sproporzionati rispetto al debito maturato. Anche qui con un’incidenza pari al 15%. Per quanto concerne la cessione del quinto, l’incidenza rilevata da Federconsumatori è del 20% per le duplicazioni dei costi e per i costi di mediazione elevati (quando non addebito di costi inutili) in fase di stipula.

Si attesterebbero al 10% invece le anomalie, in fase di estinzione anticipata, dell’elevata quantificazione di costi impropri o non rimborsabili e del parziale rimborso dei costi impropri spalmati sul piano di ammortamento. La diffusione di questi dati è avvenuta in concomitanza con il lancio da parte di Federconsumatori della campagna “Servizio trasparenza”. Una campagna, spiega Federconsumatori, che ha l’obiettivo di “consentire ai cittadini di ottenere i dovuti rimborsi” in caso di problemi connessi alla cessione del quinto dello stipendio o della pensione oppure ai prestiti al consumo erogati da banche e società finanziarie. Il servizio punta a “evidenziare eventuali abusi o anomalie contrattuali”, i quali, se fossero individuati, metterebbero i consumatori nella condizione di poter recuperare fino al 30% sul totale del finanziamento, a titolo di ristoro delle somme eventualmente sottratte in modo improprio. Il servizio fa sì che chiunque abbia dubbi sul suo prestito possa chiedere una verifica: una facoltà, questa, accordata non solo a chi ha contratti di finanziamento in corso, ma anche a chi ha stipulato un contratto nell’arco degli ultimi 10 anni.

E chi avesse perduto la documentazione? Federconsumatori ha pensato anche a loro: “a reperire il contratto”, garantisce, “ci pensiamo noi”. Per effettuare le dovute verifiche finalizzate al recupero di eventuali somme, l’associazione si avvarrà di un software avanzato. Chi volesse avviare la procedura può rivolgersi agli sportelli della Federconsumatori, consultando gli orari di apertura e prenotando un appuntamento tramite il sito dell’associazione. A tutto ciò, giusto per chiudere il cerchio, aggiungiamo che Federconsumatori ha fatto il punto sull’indebitamento degli italiani con dati aggiornati al 31 dicembre 2018. Ciò che emerge è che gli italiani chiedono finanziamenti principalmente per far fronte alle emergenze: basti pensare che ben 7 milioni di persone li richiedono per le cure, con un importo medio di 6.798 euro. Seguono a notevole distanza scuola e università (888.970 italiani che hanno chiesto il prestito nel 2018), non autosufficienza (522.600) e consolidamento debiti (330.323), con questi ultimi finanziamenti che registrano l’importo medio più elevato (22.804 euro).

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