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Meglio il prestito in banca o da un parente?

19 gen 2015 | 3 min di lettura | Pubblicato da Maria Paulucci

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È il prestito personale la formula di indebitamento più diffusa in Europa. Lo dice la ricerca internazionale Ing sul risparmio, che fa il punto sul modo in cui i consumatori spendono e investono i loro soldi, realizzata tra ottobre e novembre dell’anno passato in 13 Paesi e su un campione di quasi 13mila persone. L’indagine mette sotto esame il Vecchio Continente, ma traccia anche un quadro sulla nostra Penisola. In generale, quel che emerge è appunto che il prestito personale – non legato a una finalità specifica, utile a finanziare spese fino a 60mila euro e rimborsabile in 10 anni al massimo – è quello che va per la maggiore, in testa a carte di credito, scoperto di conto corrente e prestiti di parenti e amici. Tutti i consumatori sono ugualmente preoccupati dal rischio di sovraindebitamento: secondo l’81% degli italiani – percentuale in linea con quella europea – è facile che a un prestito ne segua un altro, fino a restare impantanati.

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Tanto agli europei quanto agli italiani, chiedere un prestito provoca un certo disagio. Domandarlo alla banca è fonte di imbarazzo per il 38% dei consumatori, ma ancor peggio è doversi rivolgere agli amici o ai parenti: piace poco al 79% degli italianie al 74%degli europei. Sarà anche per via dei rischi che comporta. Quello di amici e parenti in Italia è considerato un prestito infruttifero, nel senso che non implica il pagamento di interessi da parte di chi lo riceve: basta restituire la somma concessa. I doveri, però, non mancano. Innanzitutto, la tracciabilità: le politiche di lotta all’evasione fiscale e al riciclaggio fanno sì che del finanziamento debba sempre rimanere traccia. In altre parole, non si può erogare in contanti ma tramite bonifico o assegno. Si consiglia poi una scrittura privata, che tutela soprattutto chi presta il denaro: questa andrà registrata all’Agenzia delle Entrate o spedita attraverso raccomandata con ricevuta di ritorno, coinvolgendo così creditore e debitore. Il rischio di contestazioni resta comunque alto. E forse è proprio per questo che chi ha bisogno di un finanziamento preferisce rivolgersi a un operatore autorizzato, ossia banche e finanziarie.

Se sul tema dei prestiti i sentimenti degli italiani e degli altri cittadini europei sono perfettamente intonati, diversa è la situazione sulle finanze familiari. Soltanto il 15% degli interpellati nel nostro Paese si dice soddisfatto. Al top ci sono i Paesi Bassi, con il 42%, e subito dopo il Regno Unito e il Lussemburgo. Strettamente legata a questa impressione è la difficoltà che in Italia gli intervistati dichiarano di avere nel mettere soldi da parte. Difficoltà che, secondo l’indagine, resta alta: il 42% degli italiani – la quota più alta in Europa – riferisce che la quantità di denaro accantonata è calata nel corso dell’ultimo anno. Insomma, l’Italia si riconferma il Paese in Europa con la più alta percentuale di pessimisti, sebbene il dato sia in flessione rispetto agli anni passati: il 51%degli intervistati,a fronte del 58% rilevato all’inizio del 2014, riferisce che negli ultimi tre mesi dello scorso anno gli sviluppi sul fronte economico generale hanno causato un peggioramentodelle proprie finanze.

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