La traiettoria del credito


Negli ultimi quattro anni, il credito alle famiglie ha registrato un andamento meno lineare rispetto ad altre componenti del sistema finanziario. Con un dato, però, molto chiaro: il 2025 ha segnato il punto più alto dell’intero periodo osservato.
Credito: inversione di tendenza dopo due anni di contrazione
Secondo quanto evidenzia il Rapporto sul credito nel 2025 del Centro studi di Unimpresa, il credito complessivo alle famiglie è passato dai 680,6 miliardi del 2022 ai 670,4 miliardi del 2023, per poi scendere ancora, fino a posizionarsi sui 668 miliardi di euro nel 2024.
Dopo due anni di contrazione, il colpo di reni: nel 2025 c’è stata un’inversione di tendenza, con una risalita a 683,9 miliardi.
L’incremento, quindi, è stato di:
15,9 miliardi rispetto al 2024, con una variazione del +2,4%;
13,4 miliardi rispetto al 2023 (qui, la variazione è stata del +2%);
3,3 miliardi nel confronto con il 2022 (+0,5%).
Insomma, siamo di fronte al valore più alto di tutto il quadriennio.
Prestiti: quale voce è cresciuta di più nell’arco dei quattro anni?
All’interno di questo aggregato, però, è impossibile non notare dinamiche molto diverse fra le varie componenti. Prendiamo i prestiti concessi per acquistare auto, elettrodomestici, smartphone, o per pagare spese di istruzione e viaggi: la crescita risulta continua e progressiva lungo tutto l’arco temporale preso in considerazione.
Siamo infatti passati dai 114,9 miliardi del 2022 ai 121,1 miliardi nel 2023. Ammontare che, poi, è ulteriormente salito: a 126,2 miliardi nel 2024 e a 131,2 miliardi nel 2025.
Nell’ultimo anno, dunque, l’incremento è stato di 5 miliardi rispetto al 2024. In termini percentuali, siamo davanti a un +4%. Ancor più sostanziosa la crescita nel confronto con il 2023 (10,1 miliardi in più, con una variazione del +8,3%) e con il 2022 (16,3 miliardi in più, ossia un +14,2%).
In questo quadro, i prestiti personali appaiono in frenata
Tutt’altro discorso per l’andamento dei prestiti personali. Dopo i 138,8 miliardi del 2022, il valore è calato a 124,7 miliardi nel 2023, a 115,6 miliardi nel 2024 e a 112,2 miliardi nel 2025.
Ebbene, sì: c’è stata una certa contrazione. Nell’ultimo anno, la flessione è stata di 3,4 miliardi rispetto al 2024 (-3%), di 12,5 miliardi dal dato del 2023 (-10%) e di 26,6 miliardi in confronto al 2022 (-19,2%).
Credito alle famiglie al centro di un processo di riassestamento
Insomma, dal Rapporto sul credito realizzato dal Centro studi di Unimpresa emerge uno slittamento a favore del prestito vincolato a una determinata finalità di acquisto. Come s’è appena visto, infatti, questa categoria sale di oltre 16 miliardi in appena quattro anni, mentre i prestiti personali – sempre secondo quanto evidenzia il Rapporto – scendono di quasi 27 miliardi nell’arco del medesimo periodo.
Il quadro complessivo ci dice che il sistema del credito alle famiglie è stato al centro di un processo di riassestamento, con la flessione registrata fra il 2022 e il 2024 che è stata recuperata nel 2025, quando lo stock complessivo ha addirittura superato i livelli iniziali.
La crescita, come detto, non è però stata uniforme, in un quadro di scelte di consumo che nell’arco dei quattro anni è parso premiare alcune formule rispetto ad altre.
Varrà la pena di restare sintonizzati, per scoprire quali tendenze avranno la meglio da quest’anno in avanti.
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