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Credito e Consumi

Blog - Consolidamento debiti, come funziona

Come fare per rendere il proprio debito consolidato

20 aprile 2015

Con la crisi economica che morde ancora, gestire le finanze familiari non è facile. E ancora meno lo è se si deve far fronte alle rate di un prestito. Pensate, poi, quando le linee di credito da rimborsare sono più d’una. La buona notizia, in questi casi, è che esiste la possibilità di ridiscutere i termini dei finanziamenti già in corso. In caso di emergenza, una via d’uscita può essere il consolidamento debiti. Si tratta, in estrema sintesi, di un prestito che sostituisce tutti quelli esistenti, raccogliendo in una sola le pratiche avviate. Funziona così: il debitore che fa ricorso al consolidamento debiti, superando tutti gli step previsti quando si richiede un prestito, chiude ogni precedente situazione e le sostituisce tutte con una nuova – e unica – linea di credito. Il vantaggio è dunque, innanzitutto, quello di una semplificazione.

Inoltre, facendo ricorso al consolidamento debiti, il consumatore può estendere la durata del prestito e, di conseguenza, alleggerire l’importo di ciascuna rata. In questo modo, può restituire il prestito in condizioni senza dubbio più agevoli. Ma come funziona, esattamente? Per poter far leva sul consolidamento debiti, il consumatore deve accordarsi con una banca o con una società finanziaria. Questa, una volta stipulato il contratto, estingue i debiti del cliente. Altra domanda importante: cosa serve per poter avere accesso al consolidamento debiti, dunque alla sostituzione dei vecchi finanziamenti con uno nuovo? Per cominciare, bisogna sapere che non conta il tipo di finanziamenti che il debitore aveva contratto. E non è nemmeno importante che fossero stati erogati da diverse banche o finanziarie invece che da una soltanto.

I requisiti per accedere al consolidamento debiti cambiano da una società all’altra, ma solitamente il minimo comune denominatore è l’esistenza di un contratto di lavoro, un’anzianità lavorativa di almeno 12 o 24 mesi e l’assenza di precedenti per protesti, pignoramenti o come segnalazioni di difficoltà dalle centrali rischi. Con il consolidamento debiti è possibile avere in prestito una cifra fino a 30mila euro, che va rimborsata in 120 mesi al massimo. Ovviamente, prima di erogare il prestito, la società esamina la solidità delle finanze di chi ha presentato la richiesta. Per il creditore, tre sono i fattori essenziali: le politiche di rischio adottate, il reddito del richiedente e la sua affidabilità creditizia.

Quanto al primo punto, ogni società usa i suoi criteri e i dati statistici a disposizione per redigere la “pagella” del rischio associato a ogni debitore: l’obiettivo è mantenere il livello di insolvenze entro un livello accettabile e gestibile. Riguardo al reddito, è ovvio che, più alta è l’entrata mensile del debitore, più basso sarà lo “sforzo” al quale verrà sottoposto il suo introito, sia esso stipendio o pensione, con l’avvio del rimborso del prestito tramite versamento delle rate. Di conseguenza, maggiori saranno le possibilità che l’interessato ottenga il finanziamento. Infine, bisogna tenere presente che, prima di procedere, la società passa ai raggi X l’affidabilità del richiedente. In pratica, per ogni domanda di consolidamento debiti che riceve, fa una valutazione sulla base dei rapporti forniti dalle centrali rischi. E decide di conseguenza.

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Il profilo dell'autore

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blog di Maria Paulucci

Nata a Rieti, gli studi universitari a Roma, a Milano dal 2006. Dal 2007 al 2011 ha lavorato in Class CNBC, canale televisivo di economia e finanza del gruppo Class Editori. Nell'agosto del 2011 si è unita alla squadra di Blue Financial Communication. A dicembre 2017 è iniziata la sua esperienza in AdviseOnly.

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