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Compra ora, paghi dopo

22 nov 2024 | 4 min di lettura | Pubblicato da Maria Paulucci

foto maria blog prestiti 22nov

Buy now, pay later: compri ora, paghi dopo. Ricordi cos’è? È un nuovo metodo per dilazionare i pagamenti, che si è fatto largo con l’avanzata degli acquisti online (ma al quale oggi è possibile ricorrere anche quando si compra nei negozi fisici, se per caso ci si appoggia a un gestore di pagamenti che propone anche questo tipo di servizio).

Crif dedica a questo nuovo sistema per dilazionare i pagamenti una recente analisi, nella quale segnala come negli ultimi anni le forme di pagamento con questa modalità abbiano continuato “a far registrare un’ampia espansione, segnando una crescita significativa rispetto agli altri metodi di pagamento alternativi e ai tradizionali prestiti e cambiando le abitudini di consumo delle generazioni più digitalizzate”.

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L’espansione del Bnpl in Italia

Da quando è iniziata la pandemia di Covid-19, questa modalità di pagamento ha di fatto preso piede nell’intero pianeta, riportando una crescita molto forte anche nel nostro Paese, dove si è posta come alternativa ai “classici prestiti small ticket” (quelli sotto i 5.000 euro).

Giusto per avere un’idea, nel secondo trimestre del 2024 rispetto al primo trimestre del 2022:

  • per i prestiti “small ticket”, l’incremento degli importi erogati è stato del +12%;
  • i contratti Bnpl, dal canto loro, hanno registrato un impetuoso +133%.

Come mai? Per una serie di fattori interconnessi, dice Simone Capecchi, executive director di Crif.

  • L’integrazione nel commercio elettronico ha fatto sì che il Bnpl divenisse un metodo di pagamento alternativo comodo e “user-friendly” per gli acquisti online, il che ne ha favorito la rapida diffusione, specialmente tra i consumatori digitalmente più attivi.
  • Il Bnpl ha poi preso piede in comparti come turismo, viaggi e abbigliamento, il che gli ha consentito di uscire dal perimetro dell’e-commerce tradizionale.
  • Le abitudini di consumo sono cambiate e sempre di più si prediligono soluzioni di pagamento che siano flessibili.

Bnpl: la distribuzione dei contratti per età

La distribuzione dei contratti per generazione e classe d’età, ci dice sempre Crif, “mostra una predominanza della Generazione X (con una quota del 42%) e dei Millennial (34%), che continuano a rappresentare la maggior parte degli utilizzatori”.

Giovani ma non giovanissimi, quindi, tenuto conto che i Gen X sono i nati tra la metà degli anni Sessanta e la fine degli anni Settanta, mentre i Millennial costituiscono la generazione successiva, essendo venuti al mondo tra i primi anni Ottanta e la fine degli anni Novanta.

“Nel primo trimestre del 2024, queste due generazioni rappresentano complessivamente il 76% dei contratti stipulati, confermando la loro forte propensione verso soluzioni di pagamento flessibili e digitali”.

Ma anche i Baby Boomer (nati tra la metà degli anni Quaranta e la metà circa degli anni Sessanta) non scherzano: +5% di crescita, al 21% del totale dei contratti Bnpl nel primo trimestre del 2024. “La crescente digitalizzazione”, sottolinea Crif, “sta spingendo dunque tutte le generazioni, comprese quelle più mature, ad adottare strumenti di pagamento digitali”.

Un metodo di pagamento per tutte le età

Si sarebbe portati a pensare che il Bnpl sia circoscritto alla platea di chi è più “junior” e ha meno risorse economiche. E invece no: nel nostro Paese, lo utilizzano consumatori più maturi, e spesso con maggiore stabilità finanziaria. Crif sottolinea che “l’evoluzione del Bnpl verso piani di pagamento più personalizzati ha contribuito a renderlo uno strumento adatto a un pubblico sempre più ampio”.

Il numero di contratti Bnpl per utilizzatore

Mentre nel primo trimestre 2023 il 49% degli utilizzatori di Bnpl aveva sottoscritto un unico contratto, l’anno dopo, nel primo trimestre 2024, la percentuale è calata al 46%. Oltre la metà di chi fa ricorso al Buy now pay later ha sottoscritto quindi almeno due contratti di questo tipo nell’arco del periodo di riferimento. Non solo. Crif riferisce una crescita della quota di utilizzatori con cinque o più contratti: dal 13% al 16% nell’ultimo anno.

Ricordiamo le raccomandazioni di Bankitalia

Non bisogna comunque mai dimenticare – aggiungiamo noi – le altre implicazioni del Bnpl e le avvertenze condivise dalla Banca d’Italia in una comunicazione di un po’ di tempo fa (era l’ottobre del 2022).

Il rischio – spiegava Bankitalia – sta nella “facilità di accesso al servizio” che, “unitamente alla circostanza che il Buy now pay later è generalmente utilizzato per acquistare beni di consumo di importo contenuto, potrebbe incentivare acquisti non del tutto consapevoli e, quindi, potenzialmente non sostenibili da parte dei consumatori, esponendoli a un rischio di sovraindebitamento”.

Non tutto il Bnpl, poi, rientra nel perimetro delle norme che disciplinano il credito al consumo. E non sempre valgono le tutele della disciplina generale sulla trasparenza bancaria: per esempio, non se la dilazione è concessa direttamente dal venditore.

Quindi, come sempre, conoscenza e prudenza sono le regole chiave.

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