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Cambiano le regole per i prestiti Inpdap

Pubblicato il 04-10-2011 | Aggiornato il 30-03-2026 | 3 min di lettura | Pubblicato da
andreapaternostro
Andrea Paternostro
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Novità per i lavoratori dipendenti o pensionati che hanno bisogno di chiedere un prestito all’Inpdap, l’istituto nazionale di previdenza dedicato ai lavoratori dipendenti della pubblica amministrazione. L’ente, infatti, ha aggiunto alla propria offerta di finanziamenti un prestito con piano di rimborso in quattro anni (48 rate mensili) il cui importo ammonta a quattro mensilità di stipendio. La nuova formula si aggiunge ai prestiti già erogati dall’ente: biennali, triennali e pluriennali in due forme, a cinque o dieci anni.

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Sono alcune delle misure previste per aiutare le famiglie durante la crisi economica, con le quali l’Inpdap ha introdotto un aumento delle soglie massime previste per le richieste di finanziamento. Per i prestiti triennali, ad esempio, viene abolito il precedente tetto di 8.000 euro. Quanto ai piccoli prestiti, il nuovo tasso di riferimento Inpdap è del 4,25%, che scende al 3,50% per i finanziamenti a cinque o dieci anni. Le novità sono state introdotte tramite due nuovi Regolamenti dell’ente, in vigore dall’1 ottobre.

Inoltre, viene ampliato l’accesso al credito anche su altri fronti: sarà possibile chiedere il mutuo per l’acquisto della casa, anche per conto dei figli non iscritti all’Inpdap. L’immobile dovrà essere destinato ad abitazione propria, per un nucleo familiare distinto da quello dei genitori. Tutto questo con il vantaggio dei tassi agevolati, in base ai quali, ad esempio, un mutuo a tasso fisso sarà stipulato con il 3,75% di interesse, mentre il tasso variabile prevede un primo anno al 3,50% e i successivi indicizzati all’Euribor, con una maggiorazione di 90 punti base. Viene snellita, inoltre, la documentazione da consegnare per ottenere il credito. L’accesso a questi mutui ipotecari edilizi avverrà tramite graduatoria (provinciale) solo se le risorse stanziate per ogni quadrimestre saranno inferiori alle richieste approvate. Il mutuo potrà essere sospeso o rinegoziato in caso di “gravi eventi che riducono significativamente la capacità di reddito del richiedente o del coniuge”.

I servizi erogati dall’Inpdap sono destinati a dipendenti e pensionati, purché in regola con i contributi alla Gestione credito dell’ente: per i lavoratori in servizio, la trattenuta è pari allo 0,36% sulla retribuzione, mentre per chi è a riposo la trattenuta sulla pensione è dello 0,15%. Prestiti e mutui possono essere concessi direttamente dall’istituto oppure in convenzione con banche e società finanziarie: nel primo caso, è prevista l’iscrizione al Fondo credito (Gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali) alimentato dai contributi degli iscritti.

Per i piccoli prestiti, la somma concessa, espressa in numero di mensilità, coincide con il numero di anni previsti per il rimborso: una mensilità andrà restituita in un anno, due mensilità in due anni, tre in tre anni. Su richiesta dell’interessato, è possibile raddoppiare il numero di mensilità, ma solo “nel caso in cui il richiedente non abbia in corso ritenute per cessioni del quinto dello stipendio o della pensione”; fermo restando, per i pensionati, il limite del quinto della pensione che rappresenta il tetto di cedibilità.

Nel sito dell’Inpdap (sezione Credito) sono disponibili, tra gli altri documenti, il Regolamento Prestiti e Mutui e un corposo Prontuario in pdf che permette di visualizzare l’entità della rata in base all’importo del finanziamento richiesto.

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