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Bollettino Bankitalia

18 ott 2024 | 3 min di lettura | Pubblicato da Maria Paulucci

termina il qe quali effetti sui prestiti

Dopo un primo taglio a giugno e un secondo a settembre, nella riunione di giovedì 17 ottobre il Consiglio direttivo della Banca centrale europea ha ulteriormente abbassato i tassi di interesse, che a partire dal 23 ottobre scendono di altri 25 punti base (o 0,25 punti percentuali): i tassi d’interesse sui depositi presso la banca centrale, sulle operazioni di rifinanziamento principali e sulle operazioni di rifinanziamento marginale calano, rispettivamente, al 3,25%, al 3,40% e al 3,65%.

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D’altro canto, la banca centrale aveva alzato i tassi per contrastare l’inflazione. E l’inflazione – cioè, il livello generale dei prezzi di beni e servizi – sta gradualmente rientrando. A settembre, il tasso di inflazione annuale nell’area dell’euro si è attestato al +1,7%, in calo rispetto al +2,2% di agosto e al +4,3% di un anno fa. Nell’Unione Europea si è posizionato al +2,1%, dal +2,4% di agosto e dal +4,9% di dodici mesi prima.

Tassi più bassi: recupero dei consumi in vista?

Potrebbero essere le premesse per una ripresa dei consumi delle famiglie italiane, sui quali intanto fa il punto la Banca d’Italia nel suo quarto bollettino economico dell’anno.

Il bollettino economico della Banca d’Italia è una pubblicazione trimestrale che fornisce informazioni sull’andamento dell’economia italiana “inquadrandolo nel più generale contesto economico internazionale e dell’area dell’euro”, con un punto della situazione sull’economia reale, i conti pubblici, l’attività delle banche e i mercati finanziari.

Parziale recupero degli acquisti dopo la flessione

Il bollettino si concentra anche sulle famiglie e ci dice che nei mesi primaverili gli acquisti sono saliti dello 0,3% in termini reali. “Prosegue dunque”, si legge, “il parziale recupero dopo la netta flessione nello scorcio del 2023”.

Il seppur tenue rialzo è il risultato della crescita sostenuta della spesa per servizi e dell’espansione (più moderata) di quella per beni durevoli. È scesa, invece, la spesa per i beni non durevoli e semidurevoli. “I consumi continuano”, apprendiamo ancora dal bollettino, “a beneficiare del significativo aumento del potere d’acquisto nella prima metà dell’anno, favorito dalla graduale ripresa delle retribuzioni reali, pur in presenza di un’elevata propensione al risparmio”.

Modesta espansione dei consumi anche nel terzo trimestre

In base alle stime, i consumi delle famiglie avrebbero registrato una modesta espansione anche nel terzo trimestre dell’anno. L’indicatore di Confcommercio, infatti, è lievemente cresciuto nel bimestre luglio-agosto, “segnalando una crescita della spesa per i servizi a fronte di una stazionarietà degli acquisti di beni”.

Prosegue la crescita della fiducia dei consumatori

Secondo quanto riferisce il bollettino economico Bankitalia, poi, nel terzo trimestre è proseguita la crescita della fiducia dei consumatori, sostenuta da giudizi e attese più favorevoli sulla situazione economica – sia generale sia personale – e da valutazioni più ottimistiche sulle possibilità future di risparmio. Tuttavia, hanno subito un peggioramento le aspettative sull’occupazione.

Le previsioni delle famiglie sui consumi nei prossimi mesi

Già nell’ambito dell’Indagine congiunturale sulle famiglie italiane condotta dalla Banca d’Italia tra agosto e settembre, era emerso che:

  • quasi la metà dei nuclei prevede di mantenere stabile la spesa per consumi nei successivi dodici mesi;
  • circa due quinti ne pronosticano un aumento;
  • solo un decimo mette in conto una riduzione.

Le condizioni di finanziamento in progressivo miglioramento – ma ancora, nel complesso, sostanzialmente restrittive – potrebbero pesare sui piani d’acquisto di beni durevoli, specialmente – com’è facile aspettarsi – presso le famiglie meno abbienti.

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