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Caro vita: ecco come gli europei cercano di far quadrare il budget

Pubblicato il 06-11-2024 | 4 min di lettura | Pubblicato da
paolo fiore
Paolo Fiore
foto rosaria prestiti 06 nov

Negli ultimi anni gli europei hanno dovuto fare i salti mortali per far quadrare i conti per effetto dell’aumento del costo della vita e del rallentamento della crescita salariale. Queste circostanze hanno ovviamente spinto le famiglie a risparmiare di più nel presente, rinviando a tempi migliori eventuali decisioni di investimento per il futuro. Ma, nonostante alcune tendenze in comune, francesi, tedeschi, austriaci, italiani e spagnoli hanno adottato comportamenti diversi rispetto alla gestione delle proprie finanze, come ha messo in luce una ricerca condotta dall’istituto di ricerca YouGov per N26 su un campione di oltre 6mila persone.

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Gli europei risparmiano di più, ma investono di meno

Molti cittadini europei destinano la maggior parte delle loro entrate mensili alle necessità quotidiane.

Nel sondaggio è stato chiesto agli intervistati di classificare le spese in cinque categorie, dalla somma più alta a quella meno consistente nel budget. Dall’affitto alle bollette, dai trasporti al cibo, l’80% degli intervistati ha classificato le spese quotidiane come la voce prevalente nel capitolo “uscite”. In particolare, la percentuale più alta è stata registrata tra gli spagnoli (85%) e gli italiani (84%), mentre la più bassa tra i tedeschi (73%). Al secondo posto ci sono le spese per il tempo libero e quelle discrezionali, ad esempio per viaggi e pasti fuori casa. 

In questo contesto risparmiare è diventato un obiettivo prioritario. Circa 3 intervistati su 5 hanno dichiarato che rappresenta una parte significativa del loro budget: tale inclinazione è risultata più marcata in Italia (63%) e in Spagna (61%).   

Per molti europei il risparmio costituisce una priorità assoluta a differenza degli investimenti. In effetti questa categoria si è classificata al livello più basso in tutti i Paesi e solo 1 intervistato spagnolo e francese su 5 ha indicato gli investimenti tra le destinazioni più importanti del proprio budget mensile. In Germania e in Austria, invece, lo ha indicato 1 intervistato su 4. Per gli intervistati italiani, spagnoli e francesi, l’estinzione dei debiti si conferma in cima alla lista delle priorità di spesa. In Austria e Germania, invece, solo il 38% e il 36% degli intervistati (rispettivamente) ha dichiarato che l’ammortamento di un debito, tra cui rientrano le rate dei mutui e dei prestiti personali, rappresenta una quota significativa del budget mensile.

Ancora scarse le conoscenze finanziarie di base

Nonostante le difficoltà nel far quadrare i conti, i partecipanti al sondaggio restano positivi. Nel complesso, il 64% di loro afferma di saper gestire bene le finanze. Quasi tre quarti degli austriaci dichiarano di saperlo fare, una percentuale che scende a poco meno del 50% tra gli italiani.

Al contempo, molti affermano di non avere le conoscenze necessarie a gestire con disinvoltura il proprio denaro. Poco più della metà (56%) degli intervistati dichiara di sentirsi sufficientemente informata per gestire le sue finanze.

Gli intervistati dei Paesi in cui il livello di conoscenze finanziarie è più basso hanno anche segnalato un maggiore desiderio di informarsi al riguardo: 3 intervistati su 5, sia in Spagna che in Italia, dichiarano di voler acquisire maggiori conoscenze in materia.

Monitoraggio costante di entrate e uscite: un’abitudine poco diffusa

I dati raccolti hanno evidenziato anche differenze in fatto di abitudini e comportamenti tra i vari Paesi. 

Il 41% degli intervistati ha dichiarato di mettere da parte una somma di denaro ogni mese. Oltre a una tendenza generale, circa un terzo degli intervistati ha un fondo di riserva per le emergenze o per gli acquisti più impegnativi. 

Una percentuale omogenea di intervistati in tutti i Paesi ha dichiarato di monitorare regolarmente le proprie finanze, soprattutto in Austria, Germania e Spagna, dove il dato si aggira intorno al 50%. La percentuale scende a un terzo tra gli italiani e a meno di un quarto tra i francesi. Ma pur non monitorando le loro finanze con la stessa attenzione degli altri europei, con una percentuale del 44%, i maggiori risparmiatori sono risultati i francesi.

Gli europei rinunciano a pianificare il futuro

I dati raccolti dall’indagine, tuttavia, sembrano indicare una tendenza degli europei a concentrarsi finanziariamente sul presente.  

Sebbene 1 persona su 5 abbia dichiarato di tenersi aggiornata sulle strategie per incrementare il proprio patrimonio, il tempo o il capitale investiti sulla pianificazione a lungo termine non sono significativi. Solo il 16% del totale degli intervistati ha dichiarato di fissare in modo proattivo degli obiettivi finanziari e quasi la stessa percentuale di intervistati (il 15%) di avere un piano per raggiungere quegli obiettivi. 

Una percentuale ancora più bassa (il 12% del totale degli intervistati) ha un piano pensionistico, con picchi del 15% tra gli spagnoli. Anche i tassi di investimento risultano bassi: solo il 14% degli intervistati dichiara di avere un portafoglio titoli. I tassi più alti sono stati registrati in Austria e in Germania (entrambe con il 16%) e i più bassi in Francia, con il 9%.

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