Pagamenti digitali: l’Italia accelera
26 feb 2026 | 2 min di lettura | Pubblicato da Paolo Fiore

I pagamenti digitali accelerano. Le attività di commercio, turismo e servizi offrono sempre più spesso le alternative al contante. E gli utenti sono sempre più propensi a utilizzarle.
Crescono Pos e transazioni
Nel 2024 i Pos attivi in Italia hanno raggiunto quota 3,75 milioni, con circa 660.000 terminali in più rispetto al 2018 (+21%). Una crescita che, secondo le stime di Confesercenti, dovrebbe essere proseguita nel 2025, arrivando a 3,87 milioni.
L’Italia si colloca dunque tra i Paesi più avanzati in Europa sul fronte dei pagamenti elettronici. O quantomeno su quello della capillarità dei terminali. I Pos attivi risultano poco più di 3,2 milioni in Francia e 1,5 milioni in Germania.
In crescita anche la spesa nei negozi fisici che passa dalle alternative al contante, con volumi che nel 2025 dovrebbero raggiungere i 376 miliardi di euro.
Le nuove soluzioni di pagamento
“I contanti – spiega Confesercenti - sono ancora favoriti dagli italiani, ma l’apprezzamento per i pagamenti digitali è in aumento”. E i punti vendita si adattano, affiancando a strumenti ormai classici (come le carte di credito) a soluzioni di più recente adozione.
È il caso del Buy Now Pay Later, i sistemi di piccoli prestiti a tasso zero: si stima che oggi in Italia siano messi a disposizione da 40-50.000 esercizi.
I costi per i negozi
Confesercenti sottolinea però il tema della sostenibilità dei costi per gli esercenti: le transazioni elettroniche possono arrivare a costare fino al 22% in più, in termini unitari, rispetto a quelle in contanti. Un differenziale che pesa soprattutto sulle microtransazioni, che sono una parte significativa delle vendite quotidiane per molti pubblici esercizi e altre attività di prossimità.
Pesano, inoltre, i costi accessori (come hardware e canoni) che alzano la spesa totale degli esercenti (sono loro, ad esempio, a “pagare” la rateizzazione del Buy Now Pay Later ai gestori delle piattaforme). Per un’attività con 300.000 euro di transazioni, i pagamenti elettronici – stima Confesercenti - può costare tra i 5 e i 6.000 euro l’anno.

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