Credito al consumo: famiglie più indebitate e prestiti cari

Il credito al consumo continua a lievitare e i costi dei prestiti italiani si confermano tra i più alti d’Europa. La situazione, sia per entità complessiva dell’indebitamento che per qualità del credito, è ancora sotto controllo. Ma, secondo un’analisi della Fondazione Fiba di First Cisl su dati Banca d’Italia, è da monitorare.
Indebitamento in crescita
A fine 2025 l’indebitamento medio pro capite degli italiani si è attestato intorno ai 3.000 euro. Negli ultimi nove anni il ricorso ai finanziamenti personali ha registrato una crescita costante, arrivando a superare i 177 miliardi di euro (+ 61,8%), mentre i prestiti complessivi alle famiglie hanno raggiunto 612 miliardi (con una crescita solo del 16,5%).
A erogarli sono prevalentemente le banche (127 miliardi di euro, pari al 71,5%), ma la quota delle finanziarie è in crescita.
I punti deboli
Nel confronto europeo, l’Italia si distingue per il peso del credito al consumo sul totale dei prestiti alle famiglie. È pari al 19,2%, contro una media dell’area euro poco superiore all’11%. Il divario resta significativo anche rispetto ai principali Paesi europei, con Germania e Francia che si fermano rispettivamente al 9,6% e al 12,9%.
I costi a carico dei consumatori si confermano sostenuti. A febbraio il Taeg sul credito al consumo in Italia è stato al 10,25%, stabilmente al di sopra delle principali economie dell’area euro, con la Germania all’8,47% e la Francia al 6,5%.
Fondazione Fiba manifesta “preoccupazione” per il ricorso sempre più frequente ad alcune forme di prestito specifiche. È il caso della cessione del quinto dello stipendio, che dalla metà del 2011 alla fine del 2025 ha visto passare i suoi volumi da 10,6 a 18,6 miliardi di euro.
Un debito sostenibile
Dai dati emerge però una buona notizia: nonostante alcune tendenze da guardare con attenzione, il debito delle famiglie è ancora sostenibile. La qualità del credito resta nel complesso sotto controllo, con un tasso di deterioramento allo 0,15%, anche se per alcune regioni (0,27% in Calabria e 0,28% in Sicilia) emergono dati significativamente superiori alla media.
L’indebitamento delle famiglie italiane rispetto al reddito disponibile resta poi tra i più bassi a livello europeo: appena il 55,4% contro il 75,2% della Germania e il 90,9% della Francia.

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