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Blog - Prestiti per la scuola

Prestiti per la scuola

7 settembre 2015

Settembre, tempo di ricominciare. Il lavoro, ma anche la scuola. E proprio quello con la scuola è l’appuntamento meno amato dalle famiglie italiane, per il carico di spesa che comporta. Tutti gli anni le associazioni dei consumatori aggiornano le stime sulla spesa per l’acquisto del materiale scolastico. Qualche settimana fa, Federconsumatori faceva notare come il costo di questo materiale continui a crescere anno dopo anno, anche se in modo contenuto. In particolare, l’Osservatorio nazionale Federconsumatori ha registrato un incremento medio dell’1,5%: significa che, secondo l’Osservatorio, la spesa per la scuola è salita dai 506,5 euro dell’anno scorso ai 514 euro del 2015. A far aumentare il conto sono principalmente zaini, trolley, astucci e diari di marche particolari. Ma la voce che ancora oggi pesa di più sul totale è quella dei libri di testo. Diverse famiglie fanno fronte all’uscita chiedendo un prestito alla banca o alla finanziaria. Le offerte, d’altra parte, non mancano. Anche per cifre modeste.

I prestiti per lo studio considerano infatti diverse classi d’età: dalle elementari fino all’università e ai corsi post-universitari. Più si sale di grado e più la spesa aumenta: l’importo può andare dai 200 euro agli oltre 20mila che in genere servono quando ci si iscrive a un ateneo. In questo caso, ci concentriamo sui prestiti scolastici: in altre parole, quelli per elementari, medie e superiori. Il primo suggerimento è di muoversi con un po’ di anticipo – magari prima delle vacanze – per captare le possibilità che l’ente creditizio offre. Con internet fare questo è più facile. Va anche detto che alcuni prestiti con questa finalità – quella, cioè, di sostenere le famiglie nelle spese per la formazione – sono di tipo agevolato e poco o per nulla pubblicizzati, quindi bisogna “indagare” con attenzione. Altra raccomandazione: fermatevi a riflettere quando sentite le parole “a tasso zero”. Ciò non vuol dire che non ci siano interessi da pagare, tolti casi molto particolari. Il “tasso zero” potrebbe infatti riferirsi al Tan, il Tasso annuo nominale, che però non include tutte le spese.

Per capire quanto conveniente è il prestito, l’indicatore da esaminare è il Taeg, ossia il Tasso annuo effettivo globale, che include sia il Tan, vale a dire la percentuale di interesse sul prestito, sia le spese legate alla pratica e alla documentazione. Potrebbe poi capitare che la banca vi proponga una polizza a copertura del prestito, tema molto delicato sul quale recentemente si sono espresse le due autorità che vigilano sulle aziende che producono e su quelle che distribuiscono le polizze assicurative, ovvero l’Ivass e la Banca d’Italia. Riguardo a questo, ci limitiamo a riportare quanto segnalato da Altroconsumo: uno, la sottoscrizione della polizza non è obbligatoria ma facoltativa; due, per un prestito a breve termine come quello per la scuola – i piani di rimborso in genere prevedono una durata di 18 mesi – una polizza a protezione del finanziamento non è così indispensabile. Altro consiglio è di chiedere alla banca o alla finanziaria il Secci, ovvero il modulo europeo standardizzato, che permette di prendere visione delle condizioni del prestito e del Taeg.

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Il profilo dell'autore

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blog di Maria Paulucci

Nata a Rieti, gli studi universitari a Roma, a Milano dal 2006. Dal 2007 al 2011 ha lavorato in Class CNBC, canale televisivo di economia e finanza del gruppo Class Editori. Nell'agosto del 2011 si è unita alla squadra di Blue Financial Communication. A dicembre 2017 è iniziata la sua esperienza in AdviseOnly.

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