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Prestiti per la cicogna

4 apr 2016 | 3 min di lettura | Pubblicato da Maria Paulucci

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Con la nascita o l’adozione di un bebè non arrivano solo le gioie e le responsabilità, ma anche un bel po’ di spese. Alle quali nulla vieta - se ne esistono le condizioni - di far fronte con un prestito personale. Siti web specializzati in genitorialità hanno già da tempo calcolato che, fra ciò che serve nei mesi della gravidanza e nei primi giorni a casa del pupo in termini di vestitini, pannolini, saponi, saponette, creme, cremine, carrozzina, culla e quant’altro, si spendono in media fra i 1.000 e i 1.500 euro. Ma qualcuno raggiunge - e talvolta supera - i 3.000 euro. Moderare l’esborso, certamente, si può. Come? O facendosi regalare il necessario da parenti e amici o prendendo in prestito l’oggettistica da chi ci è già passato. C’è anche una terza via: la ricerca dell’usato online. Che si scelga una strada oppure l’altra, un fatto è certo: il prestito personale può aiutare. Si tratta, lo ricordiamo, di un finanziamento che permette al consumatore di ricevere denaro restituendolo poi a rate in un determinato arco di tempo. Al contrario del prestito finalizzato, non è vincolato all’acquisto di un particolare bene o servizio.

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Il prestito personale comporta l’applicazione di interessi fissi o variabili e di costi e oneri che sono sintetizzati nel Taeg, il Tasso annuo effettivo globale. Può richiedere il prestito chi ha un’età tra i 18 e i 70 anni e una capacità di rimborso dimostrabile tramite busta paga se lavoratore dipendente, dichiarazione dei redditi se autonomo o cedolino della pensione per chi è negli anni del meritato riposo. Nel caso manchino questi documenti, entra in gioco la garanzia di una terza persona disposta ad assolvere gli obblighi di pagamento al posto del debitore in caso di inadempimento dei doveri contrattuali. Anche questa persona, ovviamente, deve presentare la documentazione relativa alla sua capacità di rimborso. In generale, è bene soppesare più di un’offerta per poter poi selezionare quella migliore alla luce delle proprie esigenze. Il creditore, dal canto suo, deve consegnare nelle mani del richiedente le “Informazioni europee di base sul credito al consumo”, un documento che riepiloga le condizioni applicate anche alla luce dei dati forniti dal cliente.

Il contratto di prestito personale va stipulato per iscritto e deve includere una serie di informazioni fra le quali l’indicazione precisa dell’importo erogato e di come sarà accreditato, il tasso di interesse applicato, il Taeg, le eventuali modalità di variazione del costo del contratto e tutte le spese che il debitore sarà chiamato a sostenere a livello di istruttoria e di oneri accessori, per esempio per l’invio del rendiconto periodico, per l’eventuale assicurazione e per il ritardo nei pagamenti. Ma vanno segnalati anche l’ammontare delle rate e la loro scadenza, con l’indicazione delle eventuali garanzie e assicurazioni richieste. Un punto importante che è sempre utile ribadire: è possibile estinguere il prestito in anticipo rispetto alla scadenza prestabilita, parzialmente o totalmente. Chi opta per l’“uscita” anticipata deve versare al creditore il capitale residuo, gli interessi maturati al momento dell’estinzione e le altre somme eventualmente dovute alla società.

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