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Credito e Consumi

Blog - Prestiti "green" per la casa

Pubblicato il 28 febbraio 2019

Investire sull'efficienza energetica della propria casa ne fa aumentare il valore

L’evento si è svolto a novembre, ma i temi toccati sono – è il caso di dirlo – sempreverdi. Il 29 e 30 novembre si è tenuta la nona edizione dell’iniziativa “Credito al Credito 2018: energia per lo sviluppo”, promossa dall’Associazione bancaria italiana (Abi) e dedicata appunto al mercato del credito alle famiglie e alle imprese, inclusi quindi i prestiti personali.

Crif, azienda specializzata fra le altre cose in sistemi di informazioni creditizie, ha partecipato con i suoi esperti a una serie di tavole rotonde. Una ha riguardato i “Crediti per la sostenibilità e l’efficienza energetica”, e per conto di Crif ha partecipato Stefano Magnolfi (executive director di Crif Real Estate Services). Comprare case che presentano una valutazione più alta in termini di prestazioni energetiche oppure spendere soldi per effettuare lavori di ristrutturazione utili a migliorare la classe energetica della propria abitazione conviene? Certo che sì. Sul mercato, gli immobili che hanno il “pollice verde” valgono di più degli altri con pari caratteristiche in termini di zona, metratura, e via dicendo.

Non solo: riescono anche, più degli altri, a conservare il loro valore nel tempo. L’effetto positivo sul prezzo di mercato riferibile alla componente “efficienza energetica”, ha spiegato Magnolfi, è stato oggetto di misurazione attraverso un modello di valutazione automatica che ha permesso di osservare e quantificare ciò che si poteva presumere anche a livello intuitivo: e cioè che il “plus” sul valore dell’immobile dato dalla componente “green” sale al crescere della classe energetica, e viceversa.

Chi volesse migliorare la “pagella” della sua abitazione, può finanziare l’investimento con un prestito personale. Lo stesso Magnolfi di Crif, nell’ambito dell’evento promosso dall’Abi, ha sostanzialmente raccomandato agli istituti di credito di avere “un ruolo proattivo in tale ambito, supportando la clientela retail nella scelta ‘green’, poiché il consumatore deve valutare la convenienza di interventi di efficientamento energetico, analizzandone i costi attuali vivi e i benefici prospettici”.

Elisabetta Pancaldi, channel director personal finance & alternative lending di Crif, è andata un po’ più sul tecnico con il suo intervento alla tavola rotonda “Le nuove frontiere della domanda: ingaggio e idealizzazione del cliente digitale”. Pancaldi ha spiegato che, a giudicare dall’andamento delle interrogazioni registrate dal sistema di informazioni creditizie di Crif, il mercato del credito sta vivendo un momento positivo, con un costante aumento della richiesta di credito da parte delle famiglie italiane nei primi 10 mesi del 2018.

Tra parentesi, segnaliamo che a gennaio 2019 il numero di interrogazioni, tra prestiti personali e prestiti finalizzati, ha segnato un aumento del +12,1% rispetto allo stesso mese del 2018. In questo scenario, secondo Pancaldi, si è consolidato l’incremento delle domande verso gli operatori digitali, con tassi di crescita che hanno più che doppiato quelli degli operatori tradizionali. In più, il digital e la PSD2 – la direttiva sui servizi di pagamento – stanno aprendo la strada al cosiddetto Open Banking, ossia alla possibilità, per nuovi operatori non bancari, di offrire servizi bancari ai clienti finali. Insomma, per chi distribuisce prodotti creditizi la competizione aumenta. Ma per chi questi prodotti li compra, si allarga il ventaglio di offerta.

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Il profilo dell'autore

Credito e Consumi
blog di Maria Paulucci

Nata a Rieti, gli studi universitari a Roma, a Milano dal 2006. Dal 2007 al 2011 ha lavorato in Class CNBC, canale televisivo di economia e finanza del gruppo Class Editori. Nell'agosto del 2011 si è unita alla squadra di Blue Financial Communication. A dicembre 2017 è iniziata la sua esperienza in AdviseOnly.

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