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L'Italia al passo coi tempi: il 69% accetta i pagamenti digitali

Pubblicato il 15 maggio 2019
L'Italia al passo coi tempi: il 69% accetta i pagamenti digitali

In soli 2 anni i pagamenti digitali sono cresciuti del 10%

L’Italia, per una volta al passo coi tempi, si avvicina sempre più al mondo dei pagamenti digitali. In soli quattro anni, ossia dal 2015 quando è entrato in vigore il Regolamento europeo che disciplina il sistema del pagamento digitale, le abitudini degli italiani sono cambiate di molto. Secondo i dati dell’Osservatorio del Politecnico di Milano, negli ultimi due anni le transazioni elettroniche sono cresciute del 10% portando in cassa 220 miliardi di euro. Secondo un'altra indagine, curata da Quorum/YouTrend per C4DiP, Consumers for digital payments, emerge che oggi il 69% degli italiani ha notato l'aumento di chi accetta i pagamenti elettronici. Un tema che si sta estendendo aanche a molti altri settori, dai prestiti personali alle assicurazioni. Secondo l’indagine, nel 2015, il 90% degli italiani possedeva già un conto corrente ma soltanto il 52% usava fare abitualmente i pagamenti attraverso la moneta elettronica. 

La moneta elettronica piace tanto per i piccoli pagamenti. La grande vivacità del mercato dei pagamenti digitali si conferma anche guardando all'incremento dei pagamenti elettronici per importi inferiori a 10 euro, utilizzati dal 56% degli italiani. L’aumento più considerevole è nel Sud Italia, anche se è qui che si nota la percentuale più alta (23%) di cittadini che non si affidano ancora ai pagamenti digitali per gli acquisti.

2,7 miliardi di transazioni digitali ogni giorno nel mondo. Uno degli effetti principali che ha avuto il Regolamento Ue sul sistema dei pagamenti digitali - imponendo un tetto alle If, le Interchange fee, le commissioni interbancarie sulle transazioni per incentivarne l’utilizzo -  è la diminuzione dei ricavi del sistema bancario. Un calo che, secondo il 42% degli italiani potrebbe aver ridotto le risorse da investire nell’innovazione dei pagamenti digitali e in quello della sicurezza. “Di sicuro la norma del Regolamento ha ridimensionato gli interventi per sviluppare la tecnologia dei pagamenti elettronici. Nonostante questo, sono stati superati molti dubbi che avevamo sul Regolamento stesso e sul suo impatto sulla vita quotidiana. La validità del provvedimento è testimoniata da un dato: nel mondo, ogni anno, le transazioni con la moneta digitale sono 2,7 miliardi, e soltanto lo 0,03% sono i tentativi di truffa”, sottolinea Francesco Luongo, presidente di C4DiP e del Movimento difesa del cittadino.

Sanzioni per i commercianti che non usano i pagamenti digitali. Per potenziareancora di più la diffusione del pagamento digitale, il 51% degli italiani ritiene occorra l'intervento di qualche norma che, attraverso sconti, vada a premiare il consumatore che decide di utilizzare, per gli acquisti, il pagamento elettronico. Il 21%, invece, si dichiara convinto che per incentivarne l’uso sia necessario sanzionare quei commercianti che non li accettano ancora.

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Il profilo dell'autore

Franco Canevesio, nato a Genova, è un giornalista professionista la cui attività è principalmente focalizzata su temi di economia e borsa.

Ha lavorato a La Repubblica, nei primi anni ’90, dedicandosi alla cronaca e collaborando, nello stesso periodo, con diverse televisioni private liguri. Trasferitosi a Milano, ha lavorato come capo redattore di Italia-iNvest.com, il primo sito specializzato in economia in Italia. Franco Canevesio ha anche lavorato al sito di Giuseppe Turani “Lettera finanziaria”. Per ciò che concerne la carta stampata ha collaborato con La Repubblica – Affari & Finanza ed è stato redattore capo di Finanza e Mercati. Attualmente, lavora presso MF-Milano Finanza.

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