Istat, l'economia italiana inizia il 2026 instabile
15 gen 2026 | 2 min di lettura | Pubblicato da Franco Canevesio

Negli ultimi mesi del 2025, l’attenuazione delle tensioni commerciali e il taglio dei tassi d’interesse hanno "ridotto l’incertezza e favorito la liquidità", contenendo in parte le pressioni al ribasso sulla crescita dell’economia mondiale. Lo specifica l'Istat secondo cui l'inizio del 2026 è stato segnato da "nuovi focolai di instabilità" che supportano le previsioni di un rallentamento dell’attività economica a livello internazionale per l’anno in corso. Il dato, non certo rassicurante, getta una luce poco ottimistica sull'andamento previsto per settori come i prestiti personali.
Istat, a ottobre 2025 indebolimento economia
Secondo Istat, in Italia, dove nel terzo trimestre 2025 si registra un contenuto incremento congiunturale del pil (+0,1%), i dati ad alta frequenza più recenti segnalano un indebolimento generalizzato dell’economia a ottobre, dopo la ripresa nel mese precedente. Si evidenzia un quadro di crescita debole rispetto alla media dell’area euro, con andamenti differenziati tra i diversi settori.
Scambi commerciali "modesti"
La dinamica congiunturale degli scambi commerciali tra agosto-ottobre è risultata nel complesso modesta: +0,3% e +0,2% rispettivamente per l’export e l’import. Nei primi dieci mesi dell’anno, si registra un incremento tendenziale del 3,4% per le esportazioni e del 3,7% per importazioni nazionali, con andamenti differenziati a livello settoriale.
Diminuisce l'occupazione...
A novembre l’occupazione diminuisce rispetto a ottobre ma cresce in termini tendenziali. Il calo congiunturale coinvolge le sole donne e tutte le classi d’età, a eccezione delle 25-34enni. Tra settembre e novembre si rileva, in media, un contenuto incremento congiunturale dell’occupazione (+0,3% per un totale di +66mila occupati), mentre calano le persone in cerca di lavoro.
... crescono i prezzi
A dicembre la crescita tendenziale dell’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) è stata pari all’1,2%, ancora nettamente inferiore alla media dell’area euro (+2%). Sulla base dei dati provvisori, l’inflazione nel 2025 è stata pari all’1,7% in Italia e al 2,1% nell’area euro. In aumento nel terzo trimestre il potere d’acquisto delle famiglie.

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