Consumi: per gli italiani inizio d’anno nel segno del pessimismo
30 gen 2026 | 3 min di lettura | Pubblicato da Rosaria Barrile

Positivi e sereni in ambito familiare e domestico, ma pessimisti e preoccupati per quanto riguarda lo scenario internazionale caratterizzato da conflitti bellici, diseguaglianze sociali e climate change. A raccogliere il sentiment degli italiani per il 2026 sono due analisi realizzate nel mese di dicembre 2025 dall’Ufficio Studi di Coop: la prima su un campione rappresentativo della popolazione italiana in collaborazione con Nomisma e la seconda tra gli opinion leader iscritti alla community del Rapporto Coop.
Italiani pessimisti sull’economia, fiduciosi nella sfera privata
Per definire l’anno che verrà la prima parola scelta dagli italiani è “preoccupazione" (37% del campione). Anche la seconda ha un connotato decisamente negativo ed è “insicurezza” (23%). Solo uno su quattro cita il termine “ottimismo” (25%), subito seguito da “curiosità e fiducia” (24%).
I termini positivi raccolti dall’indagine Coop si riferiscono tuttavia quasi esclusivamente alla sfera personale e familiare mentre lo scenario economico nazionale e internazionale genera prevalentemente aspettative negative.
Questa tendenza si ritrova ad esempio nella percezione relativa al mercato del lavoro del territorio in cui si vive (lo vede nero il 43%, solo l’11% associa positività), alle condizioni di sicurezza (47% negativo a fronte di un 8% positivo), all’accesso ai servizi sanitari (il 48% versus 9%), allo stato dell’economia italiana (percezione negativa al 42% contro il 21% positiva), e ai cambiamenti climatici (percezione negativa al 50% contro il 20% positiva).
Si spenderà di più per consumi di necessità
Il contesto difficile e la percezione negativa associata all’andamento dell’economia influenzano in modo determinante i consumi. La previsione per il 2026 realizzata interpellando gli opinion leader è di una crescita dello 0,3% contro lo 0,9% stimato dall’Istat.
Gli italiani in pratica sono consapevoli di dover spendere di più nel 2026 e quasi esclusivamente per consumi di necessità: quanti pensano di dover sborsare di più per utenze e bollette superano di 22 punti percentuali quanti sperano di pagare meno. Il timore di spendere di più, che potrebbe indirettamente spingere a far ricorso ai risparmi accumulati o a chiedere prestiti personali, vale anche per la salute fisica (+10 punti percentuali) e il cibo domestico (+9).
Aumenta la voglia di stare casa e cucinare cibo sano
La logica conseguenza di questi timori diffusi è il maggior ritorno alla sfera domestica: la voglia di restare a casa continua a sostenere gli acquisti di generi alimentari.
Come si legge nel rapporto Rapporto Coop Winter Edition, “stabile la crescita dell’home cooking (7 italiani su 10 non prevedono cambiamenti nella spesa alimentare per il consumo domestico, mentre il 20% ipotizza un aumento) e perfino il delivery torna a crescere, trascinato dalla voglia di rimanere in casa”.
A essere premiati saranno soprattutto gli alimenti salutari e semplici: chi prevede di acquistare più cibi senza conservanti e additivi, infatti, nel 2026 supera di 21 punti percentuali chi pensa di diminuirli (+14 nel 2024). Nelle intenzioni degli italiani, verdura, frutta e pesce sono in aumento (chi prevede di acquistarne di più supera, rispettivamente, di 23, 21 e 9 punti percentuali chi pensa di ridurli), in netto contrasto con le previsioni di spesa per l’acquisto di carni rosse (-21) e salumi (-28).

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