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Prestiti: aumentano gli italiani che ne hanno almeno uno attivo

11 mar 2026 | 4 min di lettura | Pubblicato da Rosaria Barrile

coppia che confronta offerte di prestito con consulente

Nel corso dell’ultimo anno il credito alle famiglie è tornato a crescere, sostenuto da una politica monetaria che ha contribuito a ridurne il costo. Nel 2025 si è registrato un aumento degli italiani che hanno sottoscritto un mutuo o un prestito: la quota della popolazione che ha un finanziamento attivo arriva al 61,4%, con un +3,8% rispetto all’anno precedente. In sintesi, più di sei italiani su dieci hanno fatto ricorso al credito prestando grande attenzione alla sostenibilità della rata mensile, che rimane sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente.

A fornire questi dati è la Mappa del Credito realizzata da Mister Credit partendo dall’analisi dei dati disponibili in Eurisc, il sistema di informazioni creditizie gestito da Crif.

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Prestiti e mutui: ecco quali tipologie sono più diffuse

Per quanto riguarda la tipologia dei finanziamenti più diffusi tra le famiglie italiane, l’analisi condotta da Mister Credit mostra al primo posto i prestiti finalizzati (destinati all’acquisto di beni e servizi quali auto, moto, elettronica ed elettrodomestici, articoli di arredamento, ecc.) che rappresentano quasi la metà del totale (nello specifico 46,8%, -1,6% rispetto all’anno precedente). La rata media per questa tipologia di finanziamenti è di 134 euro (-0,1% rispetto al 2024). Al secondo posto si collocano invece i prestiti personali, con una quota pari al 29,5% (+1,9%) e una rata media di 256 euro (+1,8%).

L’importo della rata media nelle diverse aree del Paese

La rata rimborsata dagli italiani a livello pro-capite ogni mese è stata pari a 279 euro (+0,7% rispetto all’anno precedente). Le differenze tra le diverse aree del Paese restano tuttavia significative.

Le regioni in cui i cittadini ogni mese rimborsano la rata media più elevata sono il Trentino-Alto Adige, con 425 euro, la Lombardia con 318 euro, e il Veneto, con 306 euro. Seguono l’Emilia-Romagna e il Friuli-Venezia Giulia, rispettivamente con 299 e 295 euro. In tutte queste regioni però l’elevata diffusione dei mutui, che si caratterizzano per un importo da rimborsare decisamente più elevato rispetto alle altre forme di finanziamento, spinge verso l’alto l’ammontare della rata. Al contrario, al Sud e nelle Isole sono state sottoscritte rate mensili più leggere, soprattutto in Sardegna e in Sicilia, dove si attestano a 236 euro, in Calabria e Molise (237 euro) in virtù della più modesta incidenza dei mutui.

Come cambia la rata media provincia per provincia

Nel 2025 la rata media rimborsata ogni mese è cresciuta soprattutto in Trentino-Alto Adige (+5,8%) e Toscana (+2,1%), mentre cala solo in Campania (-1,8%), Piemonte (-0,4%) e Lombardia (-0,1%).

Entrando nel dettaglio provinciale, a Bolzano si registra la rata media più elevata, con i cittadini che mensilmente rimborsano 440 euro. A seguire Trento, con 410 euro (+12,8%), che supera Sondrio, con 370 euro; Milano, con 359 euro, e Bologna, con 333 euro. In tutte queste province pesa un’incidenza dei mutui superiore alla media nazionale.

Nell’ex provincia del Sud Sardegna (oggi corrispondente alle province del Medio Campidano e del Sulcis Iglesiente) e a Frosinone, invece, si registrano in assoluto le rate medie più contenute, con 218 e 220 euro. Tra le province in cui la rata media rimane inferiore ai 230 euro si segnalano anche Trapani, Reggio Calabria e Crotone. In tutte queste province i mutui hanno una incidenza molto più bassa della media italiana a vantaggio della quota dei prestiti personali e finalizzati.

Nel Nord della Penisola il debito residuo più elevato da rimborsare

Anche per quanto riguarda il debito residuo ancora da rimborsare il Trentino-Alto Adige si colloca al primo posto della classifica nazionale, con 52.956 euro pro capite (+8,7%), seguito dalla Lombardia, con 40.448 euro. Emilia-Romagna e Veneto si caratterizzano per un’esposizione residua intorno ai 38.500 euro. Nel complesso in tutte queste regioni si evidenzia un’elevata incidenza dei mutui nel portafoglio. All’estremo opposto della classifica, con soli 19.208 euro, gli abitanti della Calabria risultano avere un debito residuo pari circa alla metà di quello dei veneti e degli emiliano-romagnoli.

La provincia italiana con il debito residuo più elevato è Milano, con oltre 55.000 euro (+0,9%), seguita da Bolzano, con oltre 54.000 euro (+1,9%), e da Trento, che con 51.479 euro (+17%) supera Bologna, con quasi 47.000 euro. Al Sud e nelle Isole, invece, si trovano le province in cui l’indebitamento medio risulta più contenuto anche in virtù della minor presenza di contratti di mutuo stipulati dalle famiglie; nello specifico, Reggio Calabria, Crotone, Agrigento, Enna e Vibo Valentia si attestano poco al di sotto dei 20.000 euro.

Il profilo di chi ha finanziamenti in corso

L’osservazione della platea dei consumatori attivi nel credito conferma una forte concentrazione nelle fasce di età 30–60 anni, rappresentative della popolazione lavorativa. In particolare, oltre 4 persone su 5 tra i 41 e i 50 anni hanno almeno un finanziamento in corso, mentre la quota scende al 34% tra i 18–30 anni (in linea con entrate più contenute nella fase iniziale della vita lavorativa).

Il comportamento dei consumatori varia ulteriormente agli estremi delle fasce anagrafiche: i giovani tra i 18–30 anni si orientano soprattutto verso i prestiti finalizzati, considerati una modalità meno impegnativa per accedere al credito rispetto a mutui e prestiti personali; gli over 60, invece, risultano invece nel complesso meno attivi nell’utilizzo del credito (41,5%), mostrando però una maggiore propensione verso i prestiti personali, coerente con esigenze più flessibili e non legate all’acquisto di beni durevoli o investimenti immobiliari.

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