Credito al consumo e tassi BCE


Giovedì 10 settembre, la Banca centrale europea ha varato un incremento di 25 punti base dei tre tassi di riferimenti dell’area euro.
Il tasso sui depositi presso la banca centrale sale al 2,50%.
Quello sulle operazioni di rifinanziamento principali va al 2,65%.
Quello sulle operazioni di rifinanziamento marginale arriva al 2,90%.
Una decisione – ha spiegato l’autorità monetaria dell’area dell’euro – motivata dalla necessità di contrastare le pressioni inflazionistiche, che dovrebbero mantenere l’inflazione sopra l’obiettivo del 2% ancora per un certo periodo di tempo.
Per i consumatori italiani, la decisione arriva in un momento particolare: il ricorso al credito sta infatti aumentando e, fra le diverse forme di finanziamento alle famiglie, il credito al consumo è quella che nei primi sette mesi del 2026 è cresciuta di più in termini percentuali.
Quasi 5 miliardi di credito al consumo in più
Secondo un’analisi Fabi, lo stock di credito al consumo è passato dai 131,17 miliardi di euro di fine 2025 ai 135,78 miliardi di luglio 2026. Ciò corrisponde a 4,61 miliardi in più in appena sette mesi, con un incremento pari al +3,5%.
Il rialzo dei tassi operato dalla Bce potrebbe modificare nuovamente le condizioni del mercato. E, di riflesso, lo slancio che emerge dai numeri.
Tassi di interesse in salita: le simulazioni della Fabi
Stando all’ultimo dato della Banca d’Italia, a luglio il tasso medio sul credito al consumo era pari all’8,68%: la Fabi simula uno scenario nel quale esso arriva al 9,50%.
Con queste condizioni:
un elettrodomestico da 700 euro finanziato con un prestito quinquennale comporterebbe una rata di 14,70 euro al mese;
per uno smartphone da 850 euro finanziato in due anni, si raggiungerebbero 39,03 euro mensili;
un televisore da 1.200 euro rimborsato in tre anni comporterebbe una rata pari a 38,44 euro.
Ovviamente, le cifre aumentano all’aumentare dell’importo e della durata del finanziamento.
Ipotizzando un rimborso in quattro anni, per un viaggio da 5.000 euro si profilerebbe una rata da 125,62 euro mensili.
Per un’automobile da 20.000 euro finanziata in sei anni, la rata si attesterebbe a 365,49 euro al mese.
Attenzione: si tratta di simulazioni, non di numeri fattuali o di previsioni. Però, proprio perché sono simulazioni, ci ricordano che anche i prodotti del credito al consumo hanno un prezzo e che questo prezzo può cambiare nel tempo.
E, sopra ogni altra cosa, che bisogna fare attenzione quando più piani di rimborso si sommano.
Tutti gli elementi da tenere d’occhio quando si chiede un prestito
In una fase di possibili ulteriori rialzi del costo del credito, diventa ancor più importante confrontare le offerte guardando al Taeg, il Tasso annuo effettivo globale, che tiene conto degli interessi e dei costi collegati al finanziamento, verificando così il costo totale del credito e l’importo complessivo che andrà restituito.
Va considerato anche l’effetto cumulativo delle rate. Cinquanta euro per uno smartphone, cento per un viaggio e 150 per l’auto, presi separatamente, possono sembrare perfettamente sostenibili. Il problema è il peso della somma di tutte queste voci in uscita sul bilancio familiare.
Il credito richiede sempre, in tutte le fasi, un’attenta valutazione
Il credito al consumo resta uno strumento utile perché, a determinate condizioni, può consentire di distribuire nel tempo il costo di una spesa preservando l’equilibrio finanziario della famiglia. Diventa però una faccenda più delicata se non valutato con la dovuta attenzione. Cosa che, naturalmente, occorre sempre fare.
Offerte di prestito confrontate
Confronta i prestiti online e risparmia su finanziamenti personali e cessione del quinto.
Prestito personale
Finanzia i tuoi progetti
Cessione del quinto
Ottieni fino a 75.000€
Blog Credito e Consumi




Guide ai prestiti







