Spese scolastiche e prestiti


Libri, vocabolari, quaderni, cancelleria, zaini, abbigliamento sportivo, dispositivi elettronici vari ed eventuali. E ancora: materiali per laboratori, contributi scolastici, uscite didattiche. La somma di queste voci può mettere in difficoltà diverse famiglie.
Secondo un primo giro di ricognizione sul web, del tutto orientativo, dedicato al rientro a scuola, considerando tutte le spese e non solo i testi, in alcuni casi il conto può arrivare a 700-900 euro per studente. Si tratta di cifre che, pur non rappresentando in modo scientifico la situazione di ogni famiglia, danno un’idea del problema: tanti pagamenti che si concentrano nello stesso periodo.
Come affrontarli?
Rientro a scuola: come far quadrare il bilancio
Prima regola: non perdere calma e lucidità. E, con calma e lucidità, fare un bel preventivo della spesa totale. Non tutto va comprato subito, quando escono gli elenchi: come ricorda il portale InformazioneScuola.it, per alcuni materiali può essere opportuno aspettare le indicazioni definitive dei docenti.
Per altri materiali, le famiglie paiono già molto attive nel valutare l’acquisto di libri usati in buono stato, l’alternativa dello shopping online, i mercatini organizzati dagli istituti o dalle associazioni dei genitori, un check delle precedenti edizioni e della loro compatibilità con il programma svolto e il monitoraggio dei contributi comunali o regionali per le famiglie con determinati requisiti economici.
Scuola: quando il credito può essere d’aiuto
E chiedere un prestito per una spesa scolastica? Può aver senso nel momento in cui la famiglia:
è certa di disporre di un reddito stabile;
non ha già un eccessivo numero di rate in corso.
Esempio: l’acquisto di un personal computer per lo studio o una spesa iniziale particolarmente consistente per i materiali di un istituto tecnico, artistico o di formazione professionale. In tutti questi casi, il credito può distribuire il pagamento su più mesi, rendendo la spesa complessivamente più sostenibile.
È bene però che la rata sia sempre compatibile con i margini reddituali: ossia, il reddito ricorrente – come lo stipendio o la pensione – al netto di tutte le spese essenziali e degli altri impegni già esistenti. Anche nei periodi meno favorevoli.
Può essere poi utile effettuare un piccolo “stress test”: in presenza di una bolletta più alta, di una riparazione urgente o di una temporanea riduzione del reddito, la rata resterebbe sostenibile? Se la risposta è “no”, l’opportunità di richiedere il prestito va valutata con estrema attenzione.
Sul portale “L’economia per tutti” della Banca d’Italia, c’è questo consiglio: cercare di evitare che le rate superino il 30% delle entrate nette stabili (esclusi, cioè, bonus, straordinari e premi). È, appunto, un consiglio prudenziale e non una regola rigida. Giusto per avere un’idea.
Prestiti: cosa esaminare prima della scelta
Per il confronto tra due offerte bisogna ragionare in termini di Taeg. Se infatti il Tan (Tasso annuo nominale) indica essenzialmente il tasso utilizzato per calcolare gli interessi, il Taeg (Tasso annuo effettivo globale) include, oltre agli interessi, le spese e le commissioni collegate al credito ed è, proprio per questo, un indicatore più completo del costo del finanziamento.
Prima della sottoscrizione di un contratto di credito ai consumatori, il finanziatore deve consegnare gratuitamente il Secci, ossia il documento che contiene le Informazioni europee di base sul credito ai consumatori. Qui sono riportati, fra gli altri dati, l’importo del credito, la durata del piano di rimborso, le rate, il totale dovuto, il Taeg, le garanzie eventualmente richieste e le principali tutele del cliente. Il formato è standardizzato e consente di confrontare più proposte con maggior facilità.
Programmare oggi le spese del prossimo anno
Bisogna comunque tener conto del fatto che le spese scolastiche sono in larga parte prevedibili. Superato il rientro a scuola, quindi, può essere utile cominciare già a creare un piccolo fondo per l’anno che verrà.
Annotare le spese sostenute nel corso dell’anno scolastico, poi, permetterà di realizzare un consuntivo sul quale basare il prossimo preventivo. Il che consentirà di affrontare al meglio l’esborso per i libri ma anche per gli altri materiali scolastici, oltre che per le coperture assicurative, i trasporti, i dispositivi e i laboratori e le eventuali uscite didattiche.
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