L’indebitamento delle famiglie cresce. È un rischio?

Nel 2025, il credito al consumo erogato alle famiglie ha superato i 178 miliardi di euro. E nel conteggio, elaborato dall’Ufficio studi della Cgia, non sono inclusi i mutui, che hanno dinamiche diverse e sono spalmati su periodi più lunghi. Se si aggiungono i 447,5 miliardi di finanziamenti per l’acquisto di un’abitazione, il debito complessivo sale a 612,6 miliardi di euro.
Perché le famiglie chiedono un prestito?
L’Ufficio studi si è chiesto allora perché gli italiani si indebitano sempre di più e ha individuato due ragioni principali: la prima è il bisogno di liquidità, per far fronte a spese immediate; la seconda è l’acquisto di beni durevoli, come auto, televisori e mobili, per distribuire il peso dell’acquisto nel corso di mesi o anni.
In sostanza, spiega la Cgia, nel primo caso i prestiti aiutano ad arrivare a fine mese, mentre nel secondo permettono spese che un tempo venivano coperte dai risparmi. In questo passaggio, c’è senza dubbio un tema culturale. Ma non solo: l’inflazione e gli stipendi rimasti inchiodati in termini reali hanno eroso il potere d’acquisto delle famiglie, in particolar modo del ceto medio. Tradotto: per mantenere lo stesso tenore di vita si deve spendere più che in passato. I prestiti, allora, diventano una necessità, alimentando la crescita del debito.
C’è da preoccuparsi?
Le analisi concordano sul fatto che la qualità del credito è ancora buona, con un livello di indebitamento sotto il livello di guardia. Anzi: l’aumento del credito erogato a breve termine può essere – in sé – anche una buona notizia. Si tratta, in potenza, di un segnale di fiducia e di una maggiore propensione ai consumi, che sostengono l’economia.
Attenzione però agli eccessi: se l’indebitamento non è sostenibile, le famiglie rischiano di avere livelli di consumo sproporzionati rispetto alla loro capacità di spesa. In pratica: non si possono permettere ciò che comprano, anche se a rate. “La cosa da tenere d’occhio - spiega l’Ufficio studi - è quindi il rapporto tra quanto le famiglie devono restituire e quanto guadagnano davvero”. O, detto in altri termini, tra la crescita dei debiti e quella degli stipendi e del risparmio.

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