Le banche europee tirano la cinghia su mutui e prestiti

Le banche dell'area euro hanno segnalato un ulteriore inasprimento netto, superiore alle aspettative, dei criteri di concessione del credito. È quanto emerge dal bank lending survey (BLS) della Banca centrale europea (BCE) secondo cui le banche, nel primo trimestre 2026, hanno segnalato un lieve inasprimento netto dei criteri di concessione del credito per i prestiti alle famiglie per l'acquisto di immobili, mentre i criteri di concessione del credito al consumo e altri prestiti alle famiglie, compresi i prestiti personali, hanno continuato a inasprirsi in modo più marcato.
Meno crediti alle imprese
Per le imprese, l'inasprimento netto, superiore alle aspettative, si è attestato al di sopra della media storica e ha rappresentato l'inasprimento più pronunciato dal terzo trimestre del 2023, evidenziando una continua tendenza cumulativa all'inasprimento iniziata a metà del 2025. I principali fattori determinanti sono stati i rischi percepiti per le prospettive economiche e la minore propensione al rischio delle banche, le quali hanno indicato che gli sviluppi geopolitici ed energetici hanno esercitato una pressione restrittiva. Alcune banche hanno segnalato un ulteriore inasprimento dovuto all'esposizione verso aziende ad alta intensità energetica e verso il Medio Oriente.
Stretta anche sui mutui per comprare casa
Le banche hanno segnalato un lieve inasprimento netto degli standard di credito per i mutui immobiliari, mentre gli standard di credito per il credito al consumo si sono ulteriormente inaspriti. Per i mutui immobiliari, la percezione del rischio ha avuto un impatto restrittivo sugli standard di credito, mentre la concorrenza ha avuto un lieve effetto di allentamento.
Nuvole sul secondo trimestre
Per il secondo trimestre del 2026, le banche prevedono un inasprimento netto più diffuso e marcato degli standard di credito per i prestiti alle imprese e i prestiti alle famiglie per l'acquisto di immobili, nonché un ulteriore inasprimento per il credito al consumo.
Salgono le domande di prestiti respinte
Le banche hanno segnalato un aumento netto della quota di richieste di prestito respinte per tutte le categorie di mutuatari. L'aumento netto è stato maggiore per il credito al consumo rispetto a quello per le imprese e i mutui ipotecari. Nel primo trimestre del 2026, le banche dell'area euro hanno segnalato una leggera diminuzione netta della domanda di prestiti o linee di credito alle imprese, in contrasto con le aspettative di un aumento della domanda delineate nell'indagine precedente.
Calano gli investimenti
La diminuzione netta è stata principalmente determinata da una riduzione della domanda di investimenti fissi, parzialmente compensata da un aumento della domanda di scorte e capitale circolante, soprattutto da parte delle piccole e medie imprese (PMI). Alcune banche hanno evidenziato che l'andamento dei prezzi dell'energia stava alimentando una maggiore domanda di liquidità da parte delle imprese, mentre altre hanno indicato la maggiore incertezza e il rinvio degli investimenti come fattori che frenavano la domanda.
Invariata la domanda di mutui
La domanda di mutui ipotecari è rimasta invariata, risultando inferiore alle aspettative delle banche nel trimestre precedente. Il deterioramento della fiducia dei consumatori e l'andamento dei tassi di interesse hanno contribuito negativamente alla domanda di mutui ipotecari. Secondo la Bce è diminuita "drasticamente" la domanda di credito al consumo e di altri finanziamenti alle famiglie dopo un lieve calo nel trimestre precedente e in contrasto con le aspettative delle banche di un modesto aumento. Il calo di domanda del credito al consumo è causato della minore spesa per beni durevoli e della minore fiducia dei consumatori, nonché del contributo negativo derivante dal livello generale dei tassi di interesse. Nel secondo trimestre del 2026, le banche prevedono ulteriori cali della domanda di mutui ipotecari e di credito al consumo.

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