Cautela nei consumi


Gli italiani guadagnano un po’ di più, ma continuano a spendere con cautela. È questo, in sintesi, uno dei punti messi in evidenza nella relazione annuale della Banca d’Italia presentata venerdì 29 maggio.
Nel 2025, il reddito disponibile delle famiglie è cresciuto dello 0,9% in termini reali, ossia al netto dell’incremento generale dei prezzi. Una buona notizia, questa, specialmente dopo gli anni segnati dal caro prezzi.
Attenzione, però: ciò non significa che le famiglie spendano nuovamente con serenità. Anzi.
La crescita dei consumi è stata quasi identica a quella dei redditi (+1%), mentre la propensione al risparmio è rimasta stabile all’8,2%. Gli italiani stanno spendendo un po’ di più, quindi, ma continuano a mantenere un atteggiamento nel complesso prudente.
Credito al consumo: l’andamento nel 2025 e a inizio 2026
In questo quadro, nel 2025 la crescita del credito al consumo si è ridotta, pur rimanendo sostenuta. L’espansione è andata avanti anche nei primi mesi del 2026, malgrado il deterioramento del clima di fiducia delle famiglie osservato a marzo, in concomitanza con i nuovi scenari di conflitto in Medio Oriente.
I finanziamenti continuano a essere erogati quasi solo a tasso predeterminato per almeno un anno.
Il costo complessivo dei nuovi prestiti per finalità di consumo ha risentito in modo marginale del calo dei tassi di riferimento e si mantiene su valori consistenti: a marzo, per dire, si attestava al 10,3%, oltre due punti sopra la media dell’area euro.
Nel corso degli ultimi dieci anni, la composizione del credito al consumo è cambiata in modo importante, in particolare per il maggior ricorso delle famiglie ai prestiti finalizzati all’acquisto di mezzi di trasporto (la cui quota è cresciuta di quasi 10 punti percentuali). Ha avuto un ruolo anche il rialzo dei prezzi dei veicoli.
Il credito non finalizzato è sceso da quasi tre quarti a circa due terzi del totale, per effetto di una flessione:
- della quota dei prestiti personali (dal 51,8% al 44,5%);
- della quota delle carte rateali (dal 5,1% al 2,6%).
In questo quadro, il rapporto fra debiti e reddito disponibile delle famiglie italiane è sceso ai minimi dalla crisi finanziaria globale. Insomma, le famiglie italiane oggi risultano meno indebitate rispetto al passato.
Eredità e passaggi generazionali conteranno sempre di più
La relazione annuale della Banca d’Italia, però, guarda anche più avanti, mettendo in evidenza un altro tema destinato ad avere un peso crescente sull’economia italiana: il trasferimento della ricchezza tra generazioni.
Una parte consistente del patrimonio italiano è infatti concentrata nelle fasce più anziane della popolazione. Nei prossimi anni questo potrebbe tradursi in importanti passaggi ereditari, con effetti su consumi, investimenti e distribuzione della ricchezza.
È un tema che riguarda sempre di più anche il ceto medio, chiamato a gestire patrimoni immobiliari, risparmi e pianificazione finanziaria in un contesto economico più complesso rispetto al passato.
Consumatori più prudenti in un contesto ancora incerto
Secondo le stime della Banca d’Italia, nei primi mesi del 2026 i consumi avrebbero già mostrato segnali di rallentamento. A pesare sono soprattutto le tensioni internazionali e il peggioramento del clima di fiducia.
Del resto, quando aumenta l’incertezza, le famiglie tendono a rinviare le spese non essenziali, soprattutto quelle più impegnative. Accade pressoché puntualmente, e potrebbe accadere anche questa volta, nel segno della prudenza tipica di molte famiglie italiane.
Offerte di prestito confrontate
Confronta i prestiti online e risparmia su finanziamenti personali e cessione del quinto.
Prestito personale
Finanzia i tuoi progetti
Cessione del quinto
Ottieni fino a 75.000€
Blog Credito e Consumi




Guide ai prestiti







