Prestiti per le cerimonie


Tarda primavera, inizio estate: è di nuovo stagione di cerimonie. Chi di noi non ha mai fatto battute sui matrimoni a luglio o ad agosto, con un caldo che si squaglia? Ridiamo e scherziamo, ma nozze, battesimi, prime comunioni e cresime continuano a rappresentare momenti densi di significato per molte famiglie italiane.
Organizzare una cerimonia – soprattutto oggi, con i prezzi in rialzo – può però avere un costo significativo. Soprattutto se si vuole condividere la festa con la rete estesa dei parenti e degli amici.
Capita perciò che alcuni valutino la possibilità di richiedere un prestito per cerimonie. Una soluzione che permette di spalmare la spesa nel tempo e di affrontare quindi l’evento con una maggior serenità dal punto di vista finanziario.
Ma quanto costa organizzare una cerimonia?
Anche andando su soluzioni relativamente semplici, il budget può rapidamente lievitare: un pranzo o una cena per 40 invitati può arrivare a costare migliaia di euro, soprattutto nelle grandi città o in “location” particolarmente richieste.
E alla cifra iniziale si possono aggiungere altre spese: fotografo e servizio video (con drone, addirittura, in alcuni casi), bomboniere e confetti, abiti e accessori, torta e allestimenti, musica e intrattenimento, eventuale viaggio di nozze.
La sola parola “matrimonio”, poi, ha il potere di moltiplicare per una variabile X (più o meno consistente, a seconda dei casi) i costi. Ed è proprio qui che può giungere in soccorso un finanziamento dedicato.
In cosa consiste il prestito per cerimonie?
Il prestito per cerimonie è generalmente un prestito personale, ossia un finanziamento non vincolato all’acquisto di uno specifico bene o servizio. La società bancaria o finanziaria eroga una somma di denaro che può essere liberamente utilizzata per coprire le spese legate all’evento: ricevimento, location, catering, abiti e ogni altro costo organizzativo.
Il finanziamento può andare da un minimo di 200 a un massimo di 75.000 euro, a fronte di un piano di rientro che può avere una durata massima di dieci anni.
Quando può aver senso chiedere un finanziamento?
Un prestito può essere utile:
se si vuole evitare di attingere ai risparmi e/o liquidare investimenti;
se si vuole evitare di intaccare il fondo per le emergenze;
se, in generale, si preferisce distribuire la spesa nel tempo.
Si tratta pur sempre di un finanziamento, però: ecco perché, prima di richiederlo, occorre una valutazione attenta e realistica dell’equilibrio economico e finanziario personale o della famiglia.
È bene effettuare alcune verifiche preliminari e porsi altrettante domande. Nello specifico:
quanto pesa la rata mensile sul reddito familiare;
se ci sono oppure no altri finanziamenti già in corso;
se è già stata fatta una valutazione degli eventuali imprevisti o delle possibili spese future;
quali sono le prospettive dell’attività lavorativa e quali ripercussioni possono avere sulla futura capacità di rimborso.
Una regola prudenziale è evitare che l’insieme delle rate superi una quota sostenibile del flusso di reddito: banalmente, evitare che si sommino rate mensili per 1.200 euro se si ha uno stipendio di 1.800-2.000 euro al mese.
Ma come si sceglie il prestito giusto?
Oggi molte banche e società finanziarie propongono soluzioni dedicate a matrimoni e cerimonie. Prima di firmare, però, è sempre utile fare un confronto tra più offerte.
Gli elementi da valutare con attenzione sono il Tan e il Taeg (rispettivamente, il Tasso annuo nominale e il Tasso annuo effettivo globale, il secondo è l’indicatore del costo complessivo del finanziamento), l’importo totale dovuto, il costo delle eventuali assicurazioni, la flessibilità del rimborso e la possibilità di sospendere una rata o più rate in caso di difficoltà.
I comparatori online possono aiutare ad avere una panoramica delle offerte disponibili sul mercato.
Chiedere un prestito: quali documenti servono?
In genere, per richiedere un prestito personale occorrono un documento d’identità, un codice fiscale e la documentazione relativa al reddito. A seconda della situazione lavorativa, poi, può essere richiesta la busta paga per i lavoratori dipendenti, la dichiarazione dei redditi per autonomi e professionisti, il cedolino della pensione per i pensionati.
Come ricorda la Banca d’Italia, di solito il finanziamento viene concesso a chi ha tra i 18 e i 70 anni d’età. Il creditore potrebbe poi richiedere la garanzia di una terza persona, che si impegna a pagare in caso di inadempienza del consumatore.
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